Studio CSEI #6: Lavarsi i denti

Centro Studi Estremamente Importanti

Lo studio su Lavarsi i denti è il sesto Studio del Centro Studi Estremamente Importanti, e vi hanno partecipato 741 persone. In questo articolo ne riassumiamo i risultati, analizzando le abitudini, le opinioni e il rapporto delle persone con la propria igiene orale.

Domande preliminari

Lo Studio si è aperto con alcune domande iniziali.

Il 71,1% degli intervistati dichiara di aver imparato prima a contare che a nuotare, sottolineando la centralità delle competenze matematiche nello sviluppo infantile, generalmente acquisite prima di quelle natatorie. Comportamento in contrasto con l'abitudine dei pesci, che imparano subito a nuotare e, per lo più, mai a contare.

Abbiamo quindi chiesto agli intervistati quale animale tra quelli proposti associassero al numero 57. L'animale maggiormente associato al  57 è la cimice, con il 27,1% dei voti, seguita dalla gallina (23,9%), dal luccio (19,6%) e dall'iguana (16,9%). Chiude la classifica il leopardo delle nevi (12,6%), che evidentemente viene solitamente associato ad altri numeri.

Su una scala da 1 a 5, il Sole riceve una valutazione media di 3,54 stelle su 5. Si tratta di un giudizio positivo ma non eccellente, a dimostrazione di come la vicinanza e l’utilità non siano sufficienti a garantire il massimo apprezzamento di una stella. Ad ogni modo, è riconosciuto il suo lavoro e la stabilità che garantisce al nostro Sistema Solare: solamente il 5,5% degli intervistati assegna alla nostra stella il voto minimo.

Domande principali

La prima domanda dello Studio riguardava l’orario più improbabile in cui lavarsi i denti. Considerando tutti i dati, emerge che sono le 4 l’orario più improbabile in cui lavarsi i denti, sia di mattina che di pomeriggio. Seguono le 03:00 e le 12:00.

Questo suggerisce che le quattro siano un periodo di transizione; nel mezzo del sonno o nel mezzo del pomeriggio. Il lavaggio dei denti viene effettuato prima o dopo qualcosa, mai nella sua fase centrale.

Successivamente, abbiamo esplorato il rapporto tra privacy e lavaggio dei denti. Il 31,5% degli intervistati dichiara di provare fastidio se qualcuno lo osserva mentre si lava i denti. Questo dato suggerisce che il lavaggio dei denti, pur essendo un'attività comune e quotidiana, venga considerato da una parte della popolazione come un momento privato.

A conferma della natura individuale dell'attività di lavaggio, solo il 16% degli intervistati ha dichiarato di aver lavato i denti a un'altra persona che non fosse un bambino.

Non sempre è però possibile lavarsi i denti in totale comodità. In mancanza di uno spazzolino, il proprio dito viene considerato il sostituto più adatto. Il dito viene infatti valutato 4 su 5, dove ben il 74,2% dei partecipanti gli assegna un voto di 4 o 5, dimostrando che il dito rappresenta il successore (e predecessore) naturale dello spazzolino.

Altri oggetti non ottengono lo stesso apprezzamento. Seguono infatti la foglia di basilico, con una media di 2,64, la spugnetta per piatti (2,38) e la carota (2,15). Chiudono il tronco di una pala eolica (1,59) e il cacciavite (1,33).

È nelle situazioni di pericolo che si palesa l'importanza dell'abitudine. Il 60,8% degli intervistati scapperebbe immediatamente se vedesse una vedova nera scendere dal soffitto mentre si sta lavando i denti, mentre il 39,2% terminerebbe l'operazione. Questo mostra come, per una parte considerevole della popolazione, l’igiene orale mantenga una certa importanza anche in presenza di un aracnide.

Alla domanda «Ma chi lava i denti ai fenicotteri?», la formulazione più ripetuta è «Nessuno», seguita da «I gamberetti» e «Io».  Molti partecipanti osservano che i fenicotteri non hanno denti, o si domandano se li abbiano. Altri individuano i responsabili nei gamberi, nei pesci, negli altri fenicotteri, nei loro genitori e negli addetti degli zoo; altri ancora si propongono di pulirli loro stessi. Altre risposte indicano Ezio Greggio, Lamine Yamal e le pale eoliche.

Le risposte mostrano come sia diffusa la conoscenza della mancanza di denti negli uccelli, unita alla propositività di essere parte attiva nel loro lavaggio.

Passando alle abitudini personali, abbiamo chiesto ai partecipanti quale fosse il numero massimo di giorni trascorsi senza lavarsi i denti. Quasi tre persone su quattro non sono mai andate oltre i tre giorni, e circa l’85% si è fermato entro una settimana. Le separazioni dallo spazzolino risultano quindi generalmente brevi: un rapporto che attraversa momenti di distanza, ma che tende a essere stabile.

Abbiamo poi chiesto quale aggettivo rappresentasse meglio il rapporto dei partecipanti con il lavaggio dei denti. «Rinfrescante» è l’aggettivo più scelto (32,5%), seguito da «Noioso» (31,4%) e «Autoritario» (17,1%). Completano la distribuzione «Rilassante» (6,2%), «Snervante» (5,9%), «Amorevole» (4,0%) e «Rumoroso» (2,7%).

Alla domanda “Ti stai lavando i denti in questo momento?”, il 5,9% degli intervistati ha risposto affermativamente, ovvero una persona su diciassette stava compilando il sondaggio mentre si lavava i denti. Le due attività risultano quindi compatibili, anche se raramente sovrapposte.

Mentre ci si lava i denti, è molto diffuso ascoltare musica e guardare lo smartphone. È tuttavia degno di nota che nove persone su dieci ripensano alla giovinezza perduta mentre si lavano i denti. Infatti, lo fa almeno a volte l’86,9% del campione, mentre il 55,5% lo fa spesso o sempre. Soltanto il 13,1% dichiara di non farlo mai. Accarezzare un gatto e sbucciare un’arancia restano attività meno comuni. 

Il lavaggio dei denti sembra quindi rappresentare un momento di riflessione personale, intrinsecamente legato al periodo in cui ci è stato insegnato, imposto e infine trasmesso. Il passato è più facile da maneggiare di un’arancia.

Per verificare la capacità di riconoscere uno spazzolino, abbiamo mostrato ai partecipanti un'immagine ravvicinata delle sue setole, proponendo cinque possibili interpretazioni. Il 50,9% degli intervistati ha riconosciuto correttamente le setole di uno spazzolino, mentre gli altri hanno optato per polipi di corallo molle, ciglia di larva di cozza, cristalli di ghiaccio colonnari e tricomi di una foglia di stachys.

Riguardo alla fiducia verso i dentisti, il 37,5% degli intervistati assegna un voto di 4 su 5, mentre il 13,7% attribuisce il massimo punteggio. Complessivamente, il 51,2% esprime quindi un livello di fiducia elevato, contro il 20,5% che assegna un voto di 1 o 2.

I risultati indicano un rapporto generalmente positivo con la professione odontoiatrica, pur evidenziando una certa diffidenza da parte di una minoranza della popolazione.

Alla domanda se lavarsi i denti più volte al giorno sia realmente utile o sia il risultato del marketing delle aziende di dentifrici, il 69% degli intervistati ritiene che sia veramente utile. Nonostante la diffusione del lavaggio quotidiano, quasi una persona su tre mantiene quindi dei dubbi sulla frequenza con cui dovrebbe essere effettuato.

Ci laviamo i denti tutti i giorni, eppure raramente ci facciamo caso. È infatti emerso che  il 73,9% degli intervistati non aveva mai riflettuto su quante volte si fosse lavato i denti nella propria vita. Il lavaggio dei denti occupa una parte costante della nostra vita, senza però occupare una parte proporzionale dei nostri pensieri.

Quando ci si accorge di essere usciti di casa senza essersi lavati i denti, le emozioni più diffuse sono vergogna (35,7%) e dal disgusto (34,2%). Una parte degli intervistati prova invece eroismo (13,7%) o rabbia (12,9%), mentre il 3,5% reagisce con euforia.

Questi risultati dimostrano come il lavaggio dei denti non sia percepito solamente come una necessità igienica, ma anche come una norma sociale, la cui violazione può provocare sensazioni di disagio o, al contrario, di liberazione.

Conclusioni

Infine, l'80,4% degli intervistati dichiara di voler bene ai propri denti.

Il lavaggio dei denti è un gesto quotidiano, ripetitivo e generalmente solitario. A volte viene considerato noioso e autoritario, ma comunque abbastanza importante da essere portato a termine in presenza di una vedova nera mediterranea.

Possiamo concludere che quello con i denti è un rapporto affettuoso ma prevalentemente pratico. Ce ne prendiamo cura ogni giorno, pur senza riflettere sul numero di volte in cui lo abbiamo fatto. Un’abitudine che ci accompagna per tutta la vita, insieme ai denti stessi, almeno finché possibile.

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