
Lo studio sulle Porte è il quinto Studio del Centro Studi Estremamente Importanti, e ha raccolto le risposte da 541 partecipanti dal 22 maggio al 2 giugno 2026. In questo articolo riassumiamo i risultati e procediamo a una loro analisi.
Domande preliminari
1. Scegli una direzione in cui muoverti
Posti davanti a una scelta casuale tra le quattro direzioni, il 43,4% degli intervistati sceglie il Nord, seguito dal 25,6% che sceglie l'Est. Sud e Ovest rimangono in coda, rispettivamente con il 17% e il 14% delle preferenze.
Se uniamo i movimenti nell'ordine in cui sono stati inviati, otteniamo questo percorso:

2. Diresti che odi i mandarini?
Una persona su 7 risponde di sì. Non abbiamo informazioni sugli altri agrumi.

3. Qual è la migliore stagione per mangiare un soufflé di patate?
Come ci si poteva aspettare, la stragrande maggioranza sceglie le stagioni più fredde: autunno (51%) e inverno (40,9%). È bene anche ricordare che il segreto per un buon soufflé di patate sono le patate.
Domande principali
La prima domanda esplorava il rapporto con la propria porta durante la notte. È stato rivelato che il 47,9% degli intervistati dorme con la porta chiusa, segno della ricerca di un senso di protezione, certamente di origine ancestrale. Si deve però notare che l'insieme delle persone che dorme con la porta aperta (31,1%) o socchiusa (21,1%) ne supera il numero.

La porta è un'invenzione moderna, sicuramente successiva alla pratica dell'abitare al chiuso. Si può quindi immaginare un momento in cui i nostri antenati si siano posti il problema di come bloccare un passaggio. Per questo motivo, abbiamo chiesto ai partecipanti cosa avrebbero scelto tra tende e porte se fossero stati uomini delle caverne. La porta raccoglie più preferenze, lasciando alle tende solo un 32,9%. Risultato comunque notevole, che sottolinea l'uso alternativo delle tende rispetto alle porte.

Successivamente, abbiamo chiesto agli intervistati quale altro animale, secondo loro, sarebbe in grado di aprire una porta. L'84,3% degli intervistati ritiene un gatto abbastanza abile da aprire una porta, seguito da volpe (63,2%) e tricheco (37,5%). Gli uccelli e il ragno cammello vengono generalmente considerati inadatti.

È stata rivelata una generale conoscenza delle serrature, con l'82,3% degli intervistati che sostiene di conoscerne il funzionamento. Fatto che non stupisce considerando che, all’incirca, una persona apre la porta 20 volte al giorno, seppur spesso senza chiuderla a chiave.

La forma e il meccanismo della porta sono rimasti invariati per migliaia di anni. Tuttavia, gli intervistati si sono dimostrati favorevoli alle innovazioni. In particolare, l'89,5% degli intervistati implementerebbe nelle porte una seconda maniglia ad altezza del piede, così da poter aprire la porta anche quando le mani sono occupate. Non convince completamente, invece, una maniglia che si alza verso l'alto, che verrebbe acquistata solo dal 39,1% della popolazione in esame.
Tra le porte proposte, la porta considerata più inutile è una porta di carta velina arancione (55,1%), seguita da una porta che si apre di soli 37° in entrambe le direzioni (35,9%) e una porta trasparente (9,1%). Questo dato ci induce a riflettere sulla funzione percepita della porta, che si dimostra non tanto come nasconditrice, ma piuttosto come solida barriera verso l'esterno. La carta velina, debole ma coprente, non risulta svolgere il compito che ci si aspetta da una porta, garantito invece dalla trasparenza ma solidità del vetro.

La porta vive nella quotidianità delle persone, esplorata da una serie di domande. Innanzitutto, il 31,8% degli intervistati si ritiene incapace di costruire una porta se venisse fornito dei materiali e degli strumenti adeguati, segno della nostra dipendenza dalla produzione industriale o specializzata. Inoltre, l'espressione idiomatica riferita alle porte più utilizzata è "Sfondare una porta aperta" (46,8%), in netta preferenza rispetto a "Si chiude una porta si apre un portone" (24,8%), "Sbattere una porta in faccia" (20,5%) e "L'estate è alle porte" (7,9%).
È affascinante osservare come la popolazione si divida nel determinare se una porta-finestra sia più simile a una porta o a una finestra. Infatti, il 53,4% pensa sia più simile a una porta, mentre il 46,6% opta per la finestra, mostrando come il termine porta-finestra sia incredibilmente azzeccato.
Trovandosi di fronte alla scelta di un nome da assegnare alla propria porta, la maggioranza degli intervistati opta per "Alberta" e "Lady McPherson III", sicuramente per l'assonanza con il genere femminile della parola "porta". Solo in coda troviamo Maurizio, Din Din e Marmellata.

Per quanto riguarda il miglior jingle per bussare, "La Pantera rosa" raccoglie la maggioranza delle preferenze. Chiude la classifica "Il coccodrillo come fa", forse troppo monotona.

Conclusioni
In conclusione, il 98,7% degli intervistati ritiene che la porta sia una buona invenzione. Un'invenzione antica, primordiale, ma che oggi come ieri ci protegge da minacce e sguardi indiscreti. Un'invenzione tra le più longeve, che, molto probabilmente, durerà per altre migliaia e migliaia di anni. Un'invenzione che ci circonda, ci rinchiude, ma che in qualche modo ci libera. Un'invenzione che ci dà la possibilità di essere chi siamo, sicuri che, quando vorremo, potremo aprirla.