La Realtà Sostitutiva come Teoria

Con Teoria intendo una struttura che sia in grado di generare sotto idee.

Per intenderci:

Una prima classificazione delle idee

A cosa serve la Teoria

Per dirla in un altro modo, per Teoria intendo una descrizione di base che permea tutto in modo orizzontale e che essa da sola è in grado di generare ogni tipo di risposta. Questo può applicarsi alla fisica (ad esempio, la Teoria di Newton che è in grado di rispondere alle domande sui moti dei pianeti, anche senza conoscerne a priori le caratteristiche) così come in letteratura (ad esempio, spiegare chi sia il narratore e per quale motivo stia scrivendo il libro porta a cascata tutta una serie di scelte stilistiche).

Scendendo nel mondo non-scientifico, e da qui in poi quindi va intesa come riflessione personale e non assoluta, un possibile modo per costruire una Teoria è quello della Realtà Sostitutiva.

La Realtà Sostitutiva è una "Realtà" (la definizione non è necessariamente importante; l'importante è che sia coerente una volta decisa una, e in ogni caso non interferisce con questo discorso) che però non coincide con la Nostra Realtà.

Può non coincidere in un'infinità di modi, non è importante. L'importante è che, una volta determinata la Realtà Sostitutiva, essa diventa, per la narrazione, la Realtà. In questo modo la narrazione non è finta, ma è reale, soltanto in un'altra Realtà.

La Realtà Sostitutiva diventa di fatto una forma di Teoria: viene descritta nelle sue generalità e da sola crea a cascata tutto il resto. Perchè a quel punto non c'è veramente la domanda di cosa "creare di finto" (essendo ogni narrazione tale), ma piuttosto si tratta di "raccontare veramente" qualcosa di "finto".

La difficoltà si sposta dal creare la narrazione al creare la Realtà Sostitutiva. Per il resto, è semplicemente dire cosa accade (con tutte le altre difficoltà del caso, ovviamente, ma si parla in senso più teorico).

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