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Michael Moorcock - Il campione eterno

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

I Riti dell'Infinito copertina

"Il Campione Eterno" (The Eternal Champion) è un romanzo scritto nel 1962 dallo scrittore inglese di fantasy e fantascienza Michael Moorcock, autore, tra l'altro, de "Il Veliero dei Ghiacci", di cui ho già parlato. Questo romanzo è stato inserio nell'Urania Millemondi 68 insieme a "Il Veliero dei Ghiacci" e "I riti dell'infinito".

Nonostante Urania sia una nota testata di fantascienza, definire questo romanzo di quel genere è una forzatura, specialmente all'inizio. Certo, dopo un po' qualcuno potrebbe iniziare a lamentarsi che, se non è fantascienza, non è neanche puramente fantasy, quindi si potrebbe inserire nel limbo tra di essi, anche se, verso la fine, pende un po' verso il settore futuristico.
L'unico protagonista di questa storia lungo un paio di centinaia di pagine è Ekerose, il Campione Eterno, destinato a vivere per sempre, combattendo per il bene dell'umanità. Eppure lui non è molto d'accordo. L'ultimo suo ricordo lo vede nei panni di John Dakar, quando, durante il sonno, viene chiamato da un re degli uomini in un tempo che non conosce. Esso lo chiama Ekerose, e gli chiede aiuto per salvare la razza umana dai perfidi Eldren.
Ekerose veste i panni del dio normanno, con tanto di spada magica e presenza in battaglia tale da sbaragliare i nemici da solo. Tuttavia, all'interno della sua mente la battaglia non è il suo unico pensiero. Non sempre, per lo meno. Nella testa ha Iolinda, la figlia del re, e l'eterno dubbio con il quale lotterà per tutta la narrazione: è davvero lui immortale? E per quale motivo egli è destinato a vivere a quel modo, ripetendo battaglie e battaglie senza mai avere concessa la pace? Gli Eldren, da quanto gli raccontano, sono una razza spietata e ostile, che merita di essere cancellata dall'umanità. E solo grazie a lui, grazie a Erekose, il Campione Eterno, essi potranno essere definitivamente eliminati dalla faccia di una Terra che il protagonista non riconosce.

Le meraviglie del possibile - Antologia della fantascienza

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

"Le meraviglie del possibile" compare per la prima volta sugli scaffali delle librerie nel 1959 grazie a Sergio Solmi e Carlo Fruttero che per conto di Einaudi costruiscono una raccolta di racconti di fantascienza per confezionare un volume unico. Non a caso questo volume registrò un incredibile successo. Nel 1973, l'edizione è stata aggiornata e modificata, ed è quest'ultima che oggi si può reperire in librerie e della quale io parlerò. Al suo interno, le storie espongono nomi come Philip Dick, Isaac Asimov, Ray Bradbury e Fredric Brown, alcuni tra i più grandi autori di fantascienza del '900. I racconti variano nella lunghezza da racconti di un paio di pagine (come il celebre "Sentinella" di F. Brown) a narrazioni più sviluppate di decine di pagine.
All'interno del volume, è difficile trovare un racconto particolarmente insoddisfacente, confuso o mal costruito; la gran parte di essi sono veri e propri capolavori, e, nonostante questo non si possa attribuire a tutte le storie, il volume rimane comunque un ottima lettura per gli amanti del genere.

I Racconti

- Il paese dei ciechi - H.G. Wells
Wells è un nome imponente nel mondo della fantascienza. Autore de "La guerra dei mondi" è stato uno dei primi a gettare le fondamenta della fantascienza che conosciamo oggi. Ne "Il paese dei ciechi" un uomo giunge in una misteriosa valle tra le Ande, dove, a causa di un morbo antico, tutta la popolazione è cieca. Sfortunatamente, nessuno sa di esserlo.

- Pioggia senza fine - Ray Bradbury
L'autore di Farenheit 451 e Cronache Marziane ci porta su una Venere crudele e terribile, dove una pioggia che sembra infinita tortura e rende folli i componenti della spedizione sul pianeta.

George Martin - Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

Scritto da sandramilo on . Postato in Romanzi

George R.R. Martin

Nota: questo articolo è il prodotto della
revisione di un mio articolo del 18/12/2012

"Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", la saga che ha fatto impazzire i lettori anglofoni, non ci ha messo molto a diventare famosa anche in Italia. In gran parte grazie alla serie TV "Game of Thrones", la saga fantasy è diventata presto uno dei piloni fondamentali del fantasy degli ultimi anni, piazzandosi vicino a nomi come Robert Jordan, che però si distacca per lo stile, ben diverso. Infatti, l'omone barbuto che ha scritto la storia non utilizza un tono aulico, né ci vuole portare in un fantasy epico alla Signore degli Anelli (e questo è un bene, visto gli effetti che una ricerca del genere produce), ma ci mostra il lato rozzo, sporco e puzzolente di un mondo pseudomedievale, che di fantastico non ha poi così tanto. Forse proprio per questa caratteristica, la saga acquisisce verosomiglianza, a differenza di altri prodotti del genere.

La Storia

La storia è bella, entusiasmante e coinvolgente, piena di colpi di scena e soprattutto PIENA DI PERSONAGGI. Io ne ho davvero trovati un'infinità lungo tutta la trama. Ognuno viene da posti diversi, ha diverse origini e diverso carattere e modo di pensare. Riguardo alla storia si sviluppa lungo la vita dei personaggi in questione seguendoli singolarmente. Per questo è stato introdotto un sistema "alternativo" per i capitoli. Il nome come titolo del capitolo indicava infatti il personaggi di cui si parlava in quella parte del libro, con relativi pensieri e impressioni. Quella che all'inizio sembra una trama confusionaria, sconosciuta, in un mondo alieno, che però presto diventa uno schema interessante di sviluppo sia sul lato narrativo che psicologico dei personaggi. Essi sono talmente 'raccontati' che il lettore può già intendere, a volte, quali saranno le loro azioni future, in alcuni casi cadendo anche nello stereotipo. Tuttavia non vanno dimenticati incredibili colpi di scena che si susseguono nel corso dei capitoli, che più di una volta faranno tremare gli occhi del lettore durante lo scorrere delle parole.
La trama comincia seguendo le vicende di Eddard Stark, lord di Grande Inverno (non a caso l'inizio di grandi saghe porta confusione nel neofita, che si vede sommerso di nomi), che viene raggiunto nel suo castello da un suo vecchio amico, Robert Baratheon, ora diventato Re dei Sette Regni. Il fulcro fondamentale della vicenda è la richiesta da parte di Robert di un aiuto da parte di Eddard nel compito di Primo Cavaliere, una sorta di consigliere personale del sovrano. Nel mentre, ovviamente, si intrecceranno altre storie di personaggi sia affini ai protagonisti, sia lontani centinaia di chilometri. Per ulteriori informazioni sulla trama penso che un'ulteriore ricerca su wikipedia possa illuminarvi, non avendo qui io intenzione di dilungarmi più di tanto.
La storia è infida, malvagia. Non si può sperare di capire le motivazioni per cui Martin a volta fa quello che fa, portandoci a maledire chi ci ha fatto cominciare a leggere la saga. Tradimenti, omicidi e complotti sono all'ordine del giorno, e spesso anche il lettore ne viene a conoscenza quando ormai è troppo tardi.

Stephen King - La Torre Nera II: La chiamata dei tre

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertina de "La chiamata dei tre"

Della saga della Torre Nera ne ho già parlato nell'articolo su "L'Ultimo Cavaliere", volume precedente della serie, quindi non starò a ripetermi, e mi limiterò a parlare del secondo libro, "La chiamata dei tre".

"The Drawing of the Three" ('la raccolta dei tre') esce nel maggio 1987, ben cinque anni dopo "The Gunslinger", dove avevamo lasciato Roland insieme all'uomo in nero impegnato nell'estrazione di tarocchi. Le carte estratte ci vengono ricordate anche all'inizio del libro: il Prigioniero, la Signora delle Ombre e la Morte, ma non per lui.
Roland si sveglia su una spiaggia, sulla quale viene improvvisamente attaccato da una serie di creature spaventose simili a crostacei, che lungo la narrazione vengono chiamate 'aramostre'. L'ambientazione dove si sviluppa la vicenda subisce un forte cambiamento dall'atmosfera western che si incontra nel primo volume. Ne "La Chiamata dei Tre" lo sfondo sarà perennemente la spiaggia, lungo la quale i personaggi si muovono verso nord, in balia delle aramostre e dei felini.

Su questa spiaggia, Roland, solo, si imbatte in una porta, che si staglia dal nulla sugli scogli. Dietro di essa non vi è alcuna costruzione. All'altezza degli occhi, una piccola targa recita "Prigioniero". Il romanzo si basa fondamentalmente sulla presenza di tre porte (il titolo può lasciar intendere) attraverso la quale Roland raggiunge il mondo in periodi che oscillano vicino alla metà del '900. Entrando nella porta, facendosi avanti, il pistolero riesce a 'entrare' nella mente di alcuni personaggi, che egli sa di dover chiamare a sé senza perderli. Perché solo con essi potrà raggiungere la Torre Nera.

Dragon Throne War - Una saga fantasy classica

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

Kickstarter è ormai da tempo una delle principali piattaforme attraverso la quale un gruppo indipendente può mostrare al grande pubblico il suo progetto e chiedere fondi per realizzarlo. Quale posto migliore per la nascita di nuove idee?
In questo articolo voglio portare in evidenza un iniziativa che penso possa essere interessante per tutti gli appassionati del fantasy. Il nome del progetto a cui mi riferisco è Dragon Throne War (letteralmente la Guerra del Trono dei Draghi), la cui campagna su Kickstarter si concluderà tra una quindicina di giorni.Logo di Dragon Throne WarDragon Throne War vuole essere un'ambientazione tipicamente fantasy ispirata a grandi successi come Dragonlance, D&D e il Signore degli Anelli. Il primo tassello di questa creazione consiste nella pubblicazione di una saga formata da sei volumi, per la quale i creatori stanno cercando di racimolare i fondi necessari, ma prevede anche la creazione di un universo più ampio, costituito, tra l'altro, da giochi di ruolo e graphic novel. Questa può essere un'iniziativa interessante per chiunque voglia investire sul fantasy classico alla Tolkien o alla Weis-Hickman.

Link utili: Trailer | Pagina su Kickstarter | Sito | Pagina Facebook

Jon Courtenay Grimwood - Pashazade

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Pashazade di Jon GrimwoodSulla copertina verde di questo volume compare in bella vista il curriculum di questo romanzo, pubblicato nel 2001 e scritto da un certo inglese di nome Jon Courtenay Grimwood. Primo volume della Arabesk Trilogy, "Pashazade" trova la sua traduzione in italiano grazie all'iniziativa di una nuova casa editrice: Zona 42, Editori di fantascienza e di altre meraviglie. Questa, in seguito a una campagna di crowfunding, è riuscita a raccogliere abbastanza denaro per gettarsi in questa impresa; allo stesso modo avevano già pubblicato Desolation Road di Ian McDonald e Il sole dei soli di Karl Schroeder.
Dell'edizione non ci si può che complimentare con chi l'ha curata. La copertina è semplice ed elegante, il carattere è pulito e, più in generale, il volume sembra essere il risultato di una buona esperienza nel settore, che di certo è difficile pensare di trovare in una neo casa editrice.

"Pashazade" è ambientato nella città ottomana di El Iskandryia, sul delta del Nilo, città ricca e fiorente che nasconde al suo interno intrighi e segreti. Siamo nel ventunesimo secolo, in un mondo alternativo dove nel 1915 la Prima Guerra Mondiale si è conclusa in seguito a un accordo e la Seconda non ha mai avuto luogo.
Ashraf giunge in questa città per incontrare la sua promessa sposa, Zara. Tuttavia, a El Iskandryia egli si troverà stretto nell'indagine della morte di sua zia Nafisa, in un susseguirsi di scene inaspettate e a tratti violente, mentre sullo sfondo si affaccerà la sua storia di quando era ragazzino.
Attorno a lui si affollano diversi personaggi in parte legati alla politica della città; Ashraf stesso è un bey, un nobile, e questo titolo gli peserà sulle spalle quasi quanto esso lo salverà. Tra il 'cast' compaiono anche Zara, la sua promessa sposa, e Hani, la sua piccola nipote.

Stephen King - La Torre Nera I: L'Ultimo Caveliere

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

"L'uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì."Copertina de L'Ultimo Cavaliere

Penso non ci sia modo migliore per cominciare questo commento al primo volume della saga delLa Torre Nera di Stephen King. La frase sopra citata è l'incipit dell'Ultimo Cavaliere, che in inglese appare come: "The man in black fled across the desert and the gunslinger followed". Questa saga dal destino fortunato è iniziata nel 1978, quando la prima parte del suo primo romanzo uscì su una rivista del settore. Oggi si possono contare otto volumi.
Nell'introduzione, King parla di questo romanzo come qualcosa di particolare, nato dalla sua passione per i libri di Tolkien uniti a voler costruire qualcosa di diverso. Da questo idea, almeno in parte, è nata La Torre Nera, saga fantasy-western ambientata in un mondo futuro a quello moderno ma che è tornato alla vita del vecchio west.

Il protagonista dell'Ultimo Cavaliere, che durante la prima parte verrà descritto semplicemente come 'il pistolero' (che oltretutto è la traduzione letterale del titolo inglese, The Gunslinger) è un uomo che sta vagando (come l'incipit lascia intendere) dietro all'oscura figura dell'uomo nero, personaggio ambiguo e misterioso, di cui poco si sa e ancora meno si viene a sapere. Con lui, viaggiano le sue pistole e (come in ogni fantasy che si definisce tale) i suoi fantasmi del passato. Durante questo viaggio, il pistolero di nome Roland attraverserà villaggi e incontrerà persone che sono state a contatto con l'uomo in nero, mentre i suoi ricordi torneranno a galla man mano che egli decide di raccontarli agli altri personaggi.
Roland è un personaggio vero, credibile, fedele ai suoi ideali; egli è una sorta di paladino vestito da pistolero, e i suoi comportamenti danno credito a questa idea, ma allo stesso tempo la sua figura sembra mescolarsi a quella di un ipotetica cacciatore di demoni. I suoi modi freddii e crudeli lo rendono un personaggio distaccato, solitario, che sembra portarsi dietro il lettore solo perché non può farne a meno.

Michael Moorcock - Il Veliero dei Ghiacci

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertine I Riti dell'Infinito

Michael Moorcock è una figura importante nel campo della letteratura fantastica, sia nel fantasy che nella fantascienza. In particolare è famoso per la sua saga su Elric di Melniboné, protagonista di unidici libri della serie a lui intitolata.
Per i lettori italiani la possibilità di leggere qualcosa di suo è arrivata con l'uscita dell'Urania Millemondi dell'autunno di quest'anno, intitolato "I riti dell'infinito". Al suo interno vi tre romanzi, che sono, oltre a quello che dà il titolo alla raccolta, "Il campione eterno" e "Il veliero dei Ghiacci".

Il Veliero dei Ghiacci (The Ice Schooner) è, fin dal primo sguardo, un libro che ricorda in un certo senso Moby Dick, nonostante non condividano a pieno gran parte delle loro caratteristiche. Il protagonista del romanzo è Konrad Arflane, famoso capitano di baleniere, che viene a contatto con un uomo morente, ritrovato da solo sul ghiaccio.
Il ghiaccio è la vera ambientazione del romanzo. Non esiste infatti un mare 'liquido' dove navigare e andare a caccia; tutto è ricoperto dal ghiaccio, e le navi possiedono pattini che permettono loro di muoversi per seguire i gruppi di balene. Anch'esse, ovviamente, si sono sviluppate in modo da vivere fuori dall'acqua.
Konrad Arflane è un uomo tipico di quella vita; egli crede fermamente nel culto della cosiddetta Madre del Ghiaccio, che proclama la futura trasformazione di tutto in ghiaccio per volere della Madre. Secondo questa specie di religione, la sorte dell'uomo è decisa dalla Madre, e ogni cosa a lei tornerà una volta che tutto si sarà raffreddato completamente e trasformato in ghiaccio.