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Feanor, il più possente tra i Noldor

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Il Mondo di Tolkien

 

FeanorCurufinwe (in Quenya "curu"=abile, intelligente e "finwe" è il nome del padre di Feanor), che fu poi chiamato Fëanáro da sua madre, nome trasformato poi nel sindarin "Feanor" (ovvero "spirito di fuoco"), fu il più grande tra i Noldor. Feanor è rinomato tra i Noldor per la costruzione dei Silmaril, i più bei gioielli che mai furono creati da mano elfica, perché al loro interno era racchiusa la luce dei due alberi di Valinor, Telperion e Laurelin, che mai più furono visti dopo la loro distruzione da parte di Ungoliant e Melkor, se non per i loro frutti e fiori che andarono poi a creare il sole e la luna. 

"Feanor fu il più grande dei Noldor in arte e scienza, ma anche il più orgoglioso e ostinato. Egli concepì i Silmaril, i tre gioielli nei quali trasfuse la luce degli alberi della terra dei Valar, Laurelin e Telperion."

Feanor è figlio di Finwe, il primo Re dei Noldor, e Miriel detta "La Ricamatrice", prima moglie di Finwe. Ella infatti decise di morire dopo la nascita di Feanor, poiché era come su questi gli avesse preso gran parte della spirito vitale. Ma, visto che gli elfi non possono morire se non per ferite fisiche o per dolore, lo spirito di Miriel uscì dal corpo e si diresse nelle Aule di Mandos, prima tra gli Eldar a raggiungerle. Seconda moglie di Finwe fu Indis, della stirpe dei Vanyar, e dalla loro unione nacquero due figli, Fingolfin e Finarfin, e due figlie, Findis e Irimë. Fingolfin e Finarfin divennero poi potenti tra i Noldor. Figli di Feanor erano Maedhros l'alto, Maglor il cantore, Celegorm il chiaro, Caranthir lo scuro, Curufin il destro, e i gemelli Amrod ed Amras.

Feanor minaccia Fingolfin

E poco prima Feanor aveva rifiutato di donare ai Valar i Silmaril, su richiesta di Yavanna, così che avrebbero potuto guarire gli alberi. Il legame tra Feanor e i Silmaril era così forte che portò al Giuramento di Feanor e alle pene dei Noldor nel Beleriand. Infatti, quando Feanor raggiunse la maturità, Melkor finì il suo periodo di esilio, ed iniziò a spargere la malvagità tra gli elfi. Convinse quindi Feanor che il suo fratellastro Fingolfin avesse un segreto interesse per i Silmaril e che se ne volesse impossessare. L'ira di Feanor crebbe fino a quando minacciò Fingolfin con una spada davanti al padre. Per questo fu poi esiliato a Formenos, dove portò il suo tesoro e i Silmaril. Suo padre Finwe, per amore paterno, si trasferì anch'esso a Formenos, e lasciò la reggenza dei Noldor a Fingolfin. Più tardi Feanor venne invitato ad una festa per riconciliarsi con Fingolfin, ma durante i festeggiamenti un messaggero da Formenos annunciava la morte di Finwe da parte di Melkor e il furto dei gioielli.

Fu allora che Melkor venne per la prima volta chiamato Morgoth, ovvero "Oscuro Signore del Mondo", da Feanor. E il Noldo si diresse al centro di Tirion, dove viveva la maggior parte della stirpe di Finwe, e parlando, portò ad ascoltarlo molti Noldor, e, insieme ai suoi sette figli, pronunciò un terribile giuramento: di perseguire chiunque possedesse un Silmaril che non fosse della sua stirpe.

"Che sia amico o nemico, dannato o innocente, progenie di Morgoth o luminoso Vala, Elfo o Maia, o Creatura ancora non vivente, Uomo ancora non nato sulla Terra di Mezzo, né leggi, né amore, né legioni di spade, né terrore, né perigli, né il Fato stesso, difenderanno da Fëanor, o dalla stirpe di Fëanor, colui il quale giammai nasconda, possieda, afferri, trattenga o porti via seco un Silmaril. Questo giuriamo tutti insieme: morte gli daremo, fino alla fine dei Giorni, sventura, fino al collasso del mondo! Ascolta le nostre parole, o Eru, Padre-di-tutti! Alla Tenebra Eterna condannaci, se mancheremo ai nostri propositi. Il Sacro Monte ci ascolti in testimonio, e ricordate il nostro voto, o Manwë e Varda!"

Il giuramento di Feanor e dei suoi fratelli

Così andò alla città di Alqualonde insieme al suo seguito, che comprendeva anche Fingolfin e Finarfin, e chiese ai Teleri le loro bianche navi per poterli traghettare verso la Terra di Mezzo. Ma questi si rifiutarono, e si svolse quindi una battaglia, poi nota come il Fratricidio di Alqualonde, dove per la prima volta elfi uccisero altri elfi. E qui Feanor si impossessò delle navi, e le condusse lungo la costa mentre i Noldor che lo stavano seguendo procedevano lungo la costa. Giunto poi ai confini settentrionali di Aman, un araldo di Manwe li raggiunse e li maledisse. Allora Finarfin si pentì ed insieme ai suoi ritornò a Tirion, dove fu perdonato dai Valar, e divenne dunque Alto Re dei Noldor di Valinor. 
Feanor dunque fece salire sulle navi quelli della sua stirpe, lasciando Fingolfin e il resto dei Noldor sulle sponde di Aman, dove aspettarono il ritorno delle navi. Durante il viaggio incontrarono numerose tempeste e molti navi vennero perdute, ma Feanor e i suoi figli arrivarono nella Terra di Mezzo insieme al loro seguito, e qui Feanor diede fuoco alle navi dei Teleri.

"Nessuno, e ancora nessuno! Ciò che mi son lasciato alle spalle, non lo considero una perdita: inutile fardello lungo la strada, tale si è dimostrato. Che coloro che hanno maledetto il mio nome, continuino a maledirmi, e gemendo se ne ritornino alle gabbie dei Valar! Brucino le navi!"

E sembra che, tra quelli che ascoltavano le parole di Feanor, il solo Maedhros si tirò da parte.
Fingolfin vide, dalle sponde di Aman, le fiamme provocate da Feanor, e capì che il fratellastro l'aveva tradito, e condusse i suoi nella Terra di Mezzo per il passo dell'Helcaraxe.

Lo scontro tra Feanor e Gothmog

Ma Melkor, avvedutosi che Feanor e i suoi figli erano giunti nel Beleriand, decise di attaccarli per ricacciarli in mare, e nella regione del Mithrim si svolse la prima grande battaglia, Dagor-nuin-Giliath (Battaglia sotto le stelle), dove Feanor combatté contro Gothmog, il signore dei Balrog, e qui, a causa delle ferite inflittigli, morì.

"ma non ebbe né tomba né sepolcro perché così focoso era il suo spirito che, come se ne staccò, il corpo cadde in cenere e fu spazzato via come fumo... Così finì il più possente dei Noldor, dalle cui gesta vennero sia la loro massima nomea, sia le loro più tristi sventure."