La Festa

Il libro del secolo
ma non so di quale

Storia di una festa

In pratica parla di uno che va a una festa e gli succedono delle cose. E tu dirai: ah, bella merda, ma ti giuro che è figo.

La serata è una serata come tutte, farcita di scene assurde e allucinanti, circondata dal mistero della Loggia, a cui Dante non riesce a venire a capo.

Non è un giallo ma la semplice, cruda verità, e come in tutte le verità, c'è un pezzo che manca, alla fine.

Editore

Damster Edizioni

Pagine

132
(breve ma intenso)

Formato

Brossura 14x20cm

Anno di pubblicazione

2021


Leggi il primo capitolo

1
Dove viene introdotta la questione

   Dicono che il Destino sia in grado di fare miracoli, e a questo nessuno osa obiettare. Ma è anche vero che il Caso compie miracoli ancora maggiori, poco intravisti perché miracoli di banale quotidianità; eppure, se potessimo vederli chiaramente così come vediamo il flusso delle cose, saremmo del tutto sbalorditi.
   Davide Ferrari aveva sentito parlare della Festa così come ne avevano sentito parlare tutti. Vi fu un gran chiacchierare i giorni precedenti all’evento circa il numero dei presenti e il costo del guardaroba. Per quanto semplice, il messaggio arrivò là dove voleva colpire
   FESTINO OPEN BAR 10€
   seguito da innumerevoli risposte di attesa e speranza che si accodavano sotto lo sguardo impotente degli invitati.
   Fatto sta che la voce si era diffusa in tempi rapidissimi, e con essa le sue conseguenze. Daniele Vigarani sedeva sul divano quando giunse la chiamata alle armi: una Festa a Ponte Alto, accanto al fiume, c’erano tutti ci devi venire sicuro è pieno di figa. E la sua mente vagò nello spazio del pensiero, focalizzandosi su un’unica questione: andiamo in biga?
   In biga ci sarebbe andato sicuramente Lorenzo Macchioni, che esitava a confermare la sua presenza. Rimaneva in uno stato sovrapposto di esistenza e non-realtà, dimensione parallela di ignobile contemplazione degli eventi, rallegrato dalla comodità, semplicemente, di non esserci finché non avesse voluto farlo. Avrebbe così evitato l’inevitabile schiaffo della vita che fa andare le cose per nulla come ce le si era aspettati. Si può dire che Macchioni fosse uno sveglio.
   Dicevamo quindi che la Festa era organizzata, e troppo era stato messo in gioco per tirarsi indietro. L’attesa cresceva così come il numero dei partecipanti, e una sera addirittura Giovanni Ponterini si trovò di fronte al bivio:
   – Ohi, Pont, ci sei alla Festa?
   – Che Festa?
   – La Festa di Luca, a Ponte Alto.
   – Ma quando?
   – Sabato.
   – No, mi tira il culo.
   – Dai Pont.
   – Dai un cazzo.
   – Ti passa a prendere Dante.
   – Ma non voglio venirci.
   – Dai ci sono tutti.
   – Tutti chi?
   – Luke, Paul, forse anche Karim.
   – Buon per voi.
   – Eddai.
   – Ma cosa vi cambia se vengo o no scusa? Andateci voi.
   – Sarà una cosa epica, Pont.
   – Del tipo?
   – Una cosa epica, te lo giuro.
   E infine aveva deciso di stare a casa, e la cosa buffa è che a Giovanni Ponterini, in camera sua davanti al computer, successe una cosa ancora più incredibile, che però non raccontò a nessuno e di cui nessuno ha più memoria.
   Così arrivò sabato senza che nessuno se accorse, tranne Mateo Jerez che contava i giorni da una settimana.


“Così come la vita, questa Festa contiene molte storie, alcune delle quali a dir poco strabilianti. Ma devo precisare che ogni cosa è realmente accaduta, e che, cazzo, io ero là. Ho visto ogni singola cosa, sentito ogni singola parola e posso affermare senza paura che non esiste libro più vero di questo. Perché quello che è scritto è quello che accadde.”


L'autore

Che sarei io

Ma che ti frega dell'autore, leggi sto libro e non scassare.

"La Sala era l'unione di tutte le Sale, la Gente era l'unione di tutte le Genti, la Storia era l'unione di tutte le Storie.

   La Festa era l'unione di tutte le Feste."


Alcune parole del libro

Vodka lemon

Carote

Biga

Ponte

Pisciare

Scemo di merda


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Ti giuro che è bello

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"Comunque il meteorite mi sa che è un cazzata."


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Paolo Casarini