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George R.R. Martin - Il Viaggio di Tuf

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

Che George Martin sia bravo a scrivere è sicuro, e a chiunque abbia letto "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" è chiaro che riesce a maneggiare egregiamente anche opere di genere fantastico, o per lo meno, non essendo forte la presenza di elementi fantasy nella sua saga, di saper gestire un mondo diverso dal nostro.

Questa volta l'autore non ci porta a Westeros, che rimane solamente un lontano ricordo nella quarta di copertina. Voliamo invece nello spazio libero, in un futuro non ben specificato, quando la Terra è chiamata 'vecchia' ed il viaggio interstellare è in uno da diverso tempo. "Il Viaggio di Tuf", nonostante mi dispiaccia un po' ammetterlo, è un libro di racconti. Racconti divertenti ed interessanti, dai risvolti inaspettati, ma pur sempre racconti. Infatti Il Viaggio di Tuf raccoglie vecchi racconti che Martin ha scritto durante gli anni 80 e, nonostante siano scritti in maniera impeccabile, sono simili per quanto riguarda gli argomenti e gli sviluppi.

"I gatti sono animali di estrema intelligenza. Infatti, è ampiamente risaputo che tutti i gatti posseggono facoltà psioniche."

Tutto ciò non deve però far pensare ad un libro noioso e non degno di essere comprato, perchè anche in quest'opera Martin riesce ad inserire un suo personale tocco di originalità e fantasia. Inutile dire che la vera intuizione dell'autore è stato il protagonista, Tuf, appunto, che è il fulcro dei racconti. E' la figura più interessante e per certi aspetti divertente, che rende la lettura affascinante, mentre se l'astronauta fosse stato, come dice la quarta di copertina, "un baldanzoso astronauta il cui fisico aitante viene messo in risalto da un'attillata tutina spaziale", tutto il volume non sarebbe stato che una noiosa raccolta di racconti di un autore anonimo.
Tuf è invece una figura saggia ed arguta, che mette in risalto la figura del viaggiatore solitario, in questo caso accompagnato dai suoi adorati gatti, che in modo simpatico e a volta geniale si accostano alla trama.

"Una cultura dotata di gatti è più ricca e più umana rispetto a una priva della loro incomparabile compagnia."

In generale, questo libro è una raccolta di buoni racconti, divertenti e leggeri, magari da leggere non tutti di fila per non appesantire la lettura, ma da distruibuire nel tempo, leggendone uno di tanto in tanto. O almeno questo è ciò che ritengo sia più congeniale ad un lettore che non voglia annoiarsi, ma se si ama questo stile di scrittura, si può tranquillamente procedere allo sfogliare del volume come si trattasse di un romanzo.

Ray Bradbury - Cronache Marziane

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

Il mio primo incontro con Ray Bradbury è avvenuto con la lettura di Farenheit 451, e anche con Cronache Marziane sono ritornato alla letteratura di fantascienza, dopo un breve excursus in quella storica con "Il Nome della Rosa".

Sono sempre sospettoso riguardo alle raccolte di racconti, in quanto preferisco leggere storie più articolate e rivedere sempre gli stessi personaggi. Un antologia come quelle di Sapkowski, come "Il Guardiano degli Innocenti", è molto interessante, ma dopo qualche racconto annoia.
"Cronache Marziane", invece, è diverso. Intanto non contiene le solite storie di fantascienza, dove ci sono alieni, combattimenti, viaggi interplanetari e altro. Queste cose ci sono, ma sullo sfondo. Perchè Bradbury si sofferma su fatti terribili ed inquietanti dell'uomo, mostrandoci il nostro lato autodistruttivo.

Le storie riguardano la colonizzazzione di Marte. Si parte dai primi razzi e le prime spedizioni, fino all'incontro coi marziani e allo stanziamento dell'uomo sul pianeta rosso. I racconti, nonostante siano slegati riguardo trama e personaggi, sono però legati dalla storia. Ovvero ci mostrano, attraverso vicende spesso di vita quotidiana, le varie tappe dell'esplorazione del nuovo pianeta, creando una sorta di resoconto storico, in modo che chi lo legga, alla fine, abbia in mente un'idea chiara della storia dell'uomo su Marte come la pensava Bradbury. Una storia molto interessante, a dirla tutta.

Cronache Marziane non è quindi solo un libro di racconti di fantascienza, ma è qualcosa di più. Qualcosa che scava dentro l'uomo e ci mostra scenari talvolta terribili, fin troppo plausibili.

Andrzej Sapkowski - La spada del destino

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

La Spada del destino, seguito de "Il Guardiano degli Innocenti", vede come protagonista lo stesso dei precedenti racconti: Geralt di Rivia. Anche questo libro è in realtà una raccolta di racconti legati allo strigo.

Mentre nel primo volume i racconti erano collegati da un filo conduttore, ovvero Geralt che sostava al tempio parlando con le donne che vi vivevano, nel secondo vengono proposti in ordine cronologico, come a narrare le avventure di Geralt. Queste seguono lo stesso stile delle precedenti, anche se forse alcuni racconti perdono in qualità.
In sottofondo rimane la figura di Yennefer, maga amata da Geralt, che si impone come presenza all'interno dei pensieri dello strigo, incatenandolo al ricordo della donna.
Verso la fine del libro entra in ballo anche Ciri, figlia di Pavetta, personaggio di un racconto nel Guardiano degli innocenti, che sembra avere il destino legato a quello dello strigo.

I racconti sono oscuri ed interessanti, si sviluppano misteri e storie controverse, ma nulla di eccezionale, ad eccezione forse degli ultimi due racconti: La Spada del Destino e Qualcosa di Più. Gli altri quattro racconti sono: Il Limite del Possibile, Una scheggia di ghiaccio, Il fuoco eterno e Un piccolo sacrificio.

I successivi due volumi ("Il Sangue degli Elfi" e "Il tempo della guerra") sono invece romanzi, e le ultime pagine della Spada del Destino fungono da rampa di lancio per nuove storie.

Andrzej Sapkowski - Il Guardiano degli Innocenti

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

Sapkowski si sta recentemente facendo largo nella lista degli scrittori fantasy più letti, quindi ho deciso di leggere il primo libro dei quattro per ora pubblicati in Italia dalla Nord. Questo libro, "Il Guardiano degli Innocenti", è in realtà un'antologia, seguita da un'altra serie di racconti ("La Spada del Destino") e da due romanzi della saga The Witcher.

Il protagonista di questi racconti è un certo Geralt di Rivia, uno strigo, ovvero un uccisore di mostri. Al primo impatto potrebbe sembrare un classico bruto esperto nell'arte della guerra, ma in realtà segue un rigido codice morale riguardo alle sue azioni. Geralt è un personaggio misterioso ma ben caratterizzato, che ha dedicato la sua vita al diventare uno strigo. E' un personaggio tormentato e riservato, che vive grazie ai compensi datigli per l'uccisione di creature mostruose.
I racconti sono collegati da un filo conduttore, dove Geralt, in un Tempio, ricorda insieme ad altri personaggi le sue avventure. Queste sono per lo più misteri, dove lo strigo cerca di scoprire qualcosa riguardo ad un mostro o si trova in situazioni stravaganti da cui dovrà uscire. Un tocco di ironia rende quella che sarebbe una lettura un po' inquietante più leggera, e la presenza del simpatico personaggio di Ranuncolo rallegra un po' le situazioni.

L'ultimo racconto vede l'introduzione di Yennefer, donna di cui Geralt si innamorerà, che dà una spinta all'antologia successiva anticipandone le avventure. Un libro, seppur non un vero e proprio romanzo, che vale sicuramente la pena di leggere, grazie a Sapkowski che ci porta in un mondo abitato da mostruose creature e dove regna la magia, un posto oscuro ma interessante, pieno di spunti originali.