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Articoli Correlati

Philip K. Dick - Noi Marziani

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Questo è il primo libro che leggo di Philip Dick, famoso autore statunitense di libri di fantascienza. Come per caso, mi sono ritrovato ad avere in mano questo libro che, appena dopo aver finito "Straniero in terra straniera", mi tornava a parlare di marziani. Più che marziani, abbiamo in realtà dei coloni umani, che si sono stanziati nel pianeta rosso. I veri marziani sono i Bleekman, razza di origine marziana simile agli aborigeni africani, che tengono una vita nomade e semplice. Anche l'utilizzo di Marte stesso è un po' diverso. Esso infatti è utilizzato per creare un'ambientazione favorevole allo sviluppo della storia; la stessa ambientazione sarebbe potuta essere resa sulla Terra dopo una Guerra Mondiale nucleare. Ciò che serve ai fini della trama è un posto poco popolato, con diversi problemi economici e politici nel quale si avvicendano intrecci legati al mercato nero. Il fatto che sia Marte è poi solo un dettaglio.

I personaggi principali della storia partono da una situazione separata, per poi mescolarsi fino a quasi formare un unico gruppo. Jack Bohlen lavora al reparto riparatori, mentre Arnie Kott è un affarista pronto a tutto, che detiene gran parte del potere nel mercato nero di Marte. Sarà una bobina rotta ad unire i destini di questi due uomini. Tuttavia, la morte di Norbert Steiner, importante uomo al servizio di Arnie, lascerà il figlio Manfred Steiner nelle mani di Kott, che cercherà di usarlo a suo vantaggio. Manfred infatti è un bambino autistico, forse in grado di prevedere il futuro e di cambiare il presente, per permettere ad Arnie Kott di acquistare in anticipo i territori delle montagne FDR.

Robert Heinlein - Straniero in terra straniera

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Robert Heinlein è un nome altisonante quando si parla di fantascienza, ed al mio orecchio era già giunto più volte uno dei suoi titoli più rinomati: "Straniero in terra straniera". Questo, dopo aver vinto nel 1962 il premio Hugo, doveva pur essere un buon libro, dunque ne ho acquistato una copia e mi sono messo a sfogliarne le prima pagine.

L'inserimento della colonizzazione di Marte non è una novità della fantascienza, ce la presentano anche Asimov, Bradbury e Dick, ma Heinlein ci offre una visione un po' diversa di questo fenomeno. Marte è abitata, ma abitata da creature insolite, che non interferiscono con l'arrivo dei primi uomini sul pianeta rosso, né sul loro successivo stanziamento. Tuttavia, durante una missione di popolamento, un bambino finirà per essere allevato dalle entità marziane, e diversi anni più tardi la Terra reclamerà il suo abitante, riportandolo indietro. Ma, invece che un uomo, si troverà un marziano.

"Straniero in terra straniera" parla della strana storia di quest'uomo, detenuto inizialmente dal governo ma aiutato poi a scappare da Gillian Boardman, che lo porterà nella residenza del milionario Jubal. Qui si sviluppa un intrico di vicende politiche che vedranno il marziano Micheal Valentine Smith coinvolto in spiacevoli situazioni, durante una continua scoperta dell'esistenza terrestre che l'Uomo di Marte non riesce a comprendere.

Gloria Scaioli - Il labirinto d'ambra

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Ho iniziato questo romanzo pieno di aspettative, ripensando alla buona riuscita del primo volume di questa saga, La Radice del Rubino. Tuttavia il secondo, Il labirinto d'ambra, non è assolutamente all'altezza del primo.

Prima di passare alla scrittura, parliamo della trama. Questa di per sé non ha nulla di originale (ritrovare un principe perduto può essere facilmente ricondotto al tema della quest che la maggior parte degli scrittori fantasy utilizza nei suoi romanzi), ma ormai trovare qualcosa di veramente originale è molto difficile, quindi non è la trama il problema particolare di questo libro. Nella Radice del Rubino avevamo lasciato il nostro gruppetto di amici nel bel mezzo del loro viaggio, e allo stesso modo il secondo volume riprende quest'avventura. Ciò che rimane da attraversare è poco, ma interessante. Non voglio svelarvi niente, anche se nessun colpo di scena rischia di esservi anticipato, visto che non ce ne sono.

Continuando a parlare della trama bisogna dire che ci sono punti veramente confusionari, in cui si rimane bloccati in piccoli sotto-capitoli lunghi mezza facciata, che ci sbalzano qua e là nell'ambientazione e mostrandoci personaggi sempre diversi, di cui magari ci si era già scordata l'esistenza. Avendo tirato in ballo l'ambientazione, colgo l'occasione di dire che una mappa avrebbe migliorato notevolmente la lettura. Senza di essa, infatti, sembra di leggere un'avventura un po' campata per aria, che aggiunge elementi del paesaggio quando gli è utile, e senza seguire una linea logica.
Poi il finale è davvero troppo, troppo veloce. Io addirittura pensavo avessero avuto un sogno, o una visione, mentre leggevo, ed invece era ciò che succedeva realmente. Il Labirinto d'Ambra che da il titolo al libro viene oltrepassato in poche pagine, e da come viene descritto sembra che la dimora del principe Euno e loro meta sia alla portata di chiunque, e non solo di un gruppo selezionato di guerrieri e viaggiatori, come avrebbe avuto senso che fosse.

Jonathan Stroud - L'Amuleto di Samarcanda

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Il ciclo di Bartimeus, composto da L'amuleto di Samarcanda, l'Occhio del Golem e La Porta di Tolomeo, è riuscito a ritagliarsi uno spazio abbastanza importante all'interno della letteratura del genere fantastico, e ho deciso quindi di verificare il merito di questo successo.
Inizio subito con il dire che il libro, in generale, mi ha un po' deluso. Non risulta altro che un fantasy per ragazzi, dove la trama originale viene però mal raccontata con uno stile, come ho già detto, per ragazzi, e che in diversi punti dà noia.

La trama e la ambientazione sono le parti fondamentali dell'opera, a dispetto dello stile della narrazione. Ci troviamo in una Londra alternativa, dove il potere è gestito da un Parlamento formato da maghi, che costituiscono una vera e propria classe sociale. Quello a cui noi ci ritroviamo davanti è Nathaniel, un ragazzo orfano che viene adottato da un mago ed introdotto ai misteri della magia, nella quale risulterà molto capace. Niente di eccezionale, fino a qui, e i primi capitoli, in cui viene fatta una noiosa (e inutile) sinossi della vita del ragazzo, trascorrono lentamente sotto lo sguardo del lettore.
La vera originalità sta nello stile in cui viene gestita la magia. I maghi che Stroud inserisce sono per lo più evocatori, in grado di richiamare demoni e folletti e di piegarli al proprio servizio. Dunque il mondo in cui ci troviamo è abitato da jinn, foliot e afrit, al servizio dei maghi.
Il demone che il protagonista sceglierà di evocare ha come nome Bartimeus, e la sua fama lo precede. Il compito che gli viene affidato da Nathaniel è quello di recuperare il potente Amuleto di Samarcanda dalle mani di Simon Lovelace, un mago malvagio che mira alla conquista del parlamento.

Un po' meh. L'ambientazione e l'idea sono davvero buone, ma il tema del recupero del manufatto che appartiene al malvagio rende più noiosa e prevedibile la narrazione, che manca di colpi di scena e svolgimenti inaspettati.
L'Amuleto di Samarcanda è quindi una fantasy per ragazzi, che sfortunatamente non riesce a portare ad un livello più alto una trama che, cambiando personaggi e situazioni, sarebbe potuta diventare molto più interessante. Non leggerò il seguito, tuttavia sono sicuro che ai ragazzi che amano il genere questo libro potrà sicuramente piacere.

Antonio Polosa - Gheler l'esploratore I: il legame dei draghi

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

La saga di Gheler l'esploratore, composta da "Il legame dei draghi", "L'isola di Eben" e "La guerra dei quattro eserciti", purtroppo è per ora solo disponibile in ebook. La saga fin da subito promette bene, seppure non convinca più di tanto.

Il mondo e le creature che vi abitano sono ben costruiti, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni. Queste si distinguono principalmente in Etne, Elielan, Orghen e Nuriani. Ognuna di queste ad eccezione dei Nuriani (che sono praticamente uomini comuni), ognuna di queste razze ha un legame, ovvero qualcosa la cui vita è strettamente legata alla propria. Per gli Etne è il Ledah, albero che gli da tutto quello di cui necessitano, per gli Elielan è una perla e per gli Orghen è il loro lupo di lava.
Riguardo al mondo circostante apprendiamo poco, non tanto per cattiva spiegazione da parte dell'autore ma dal fatto che l'avventura si svolge in pochi luoghi, lasciando completamente perdere tutte le varie cittadelle che possiamo vedere nella cartina, che spero verrà prima o poi esposta in modo completo.

L'autore ci porta inizialmente nel Sialden, grande bosco formato dai Ledah degli Etne che vi abitano, dove una delle protagoniste, Adne, viene richiamata da suo padre che dice di aver trovato il suo futuro marito, trovato grazie all'incrocio delle radici del suo Ledah. Adne, con una bellissima fuga trita e ritrita in buona parte dei fantasy a protagonista femminile, riesce poi a scappare dal Sialden per il suo desiderio di liberà e di autodipendenza.
Adeleo è invece il principe di Nuria, il regno dei Nuriani, appunto, che dopo una battaglia contro gli Elielan si troverà a possedere il legame di una di queste, Elden, che poi verrà aiutata a fuggire.

Joe Abercrombie - The Heroes

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

The Heroes è un fantasy eroico, e forse anche troppo. Joe Abercrombie, che sembra la nuova stella nascente del fantasy britannico, ha messo in scena una battaglia non troppo epica che vede scontrarsi due grandi fazioni, l'Alleanza ed il Nord.

La trama è divisa in cinque parti: Prima della Battaglia, Primo Giorno, Secondo Giorno, Terzo Giorno e Dopo la Battaglia. Si può quindi intuire quale sia il tema principale di questo libro: la battaglia della Vallata di Osrung.
Un po' alla George Martin i punti di vista cambiano spesso (anche troppo spesso, a volte), ma i principali personaggi sono tre. A mio parere, la storia sarebbe risultata più gradevole mantenendo come protagonisti solamente questi tre personaggi, senza aggiungerne altri che confondono il lettore.
Avendo due grandi fazioni e moltissimi personaggi, è appunto difficile (almeno inizialmente) riuscire a ricordarsi chi sta da che parte, e bisogna ricorrere spesso alla sintesi delle fazioni ad inizio libro.

Bremer dan Gorst è il personaggio che, a mio parere, è riuscito meglio. Un maestro di spade che ora si ritrova a fare l'Osservatore Reale, lavoro infimo dal suo punto di vista. La sua voce acuta lo porta a parlare di rado, lasciando spazio maggiore ai pensieri, che mettono in mostra la sua frustrazione nei confronti di ciò che lo circonda.

Isaac Asimov - La Fine dell'Eternità

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

In questo libro di Asimov ci scostiamo dal mondo robotico dei romanzi del ciclo dei robot e della fondazione. "La Fine dell'Eternità" è infatti ambientato in un mondo futuro dove il viaggio nel tempo è utilizzato per migliorare la vita dell'uomo. L'Eternità è un luogo extra-temporale grazie al quale si possono raggiungere moltissimi secoli diversi.

Harlan è un Osservatore, ovvero il suo compito è osservare in modo che i Calcolatori possano calcolare il M.M.N. (Minimo Mutamento Necessario), ovvero la più piccola mutazione per ottenere un risultato nella Realtà del futuro. Nonostante, ovviamente, Asimov non conosca le teorie dei viaggi nel tempo, fa si che i suoi personaggi sembra che la conoscano, rendendo tutto più reale.
Harlan è chiamato da Twissel, un'importante Eterno (persona che lavora nell'Eternità) che lo nomina suo personale Tecnico, una carica molto importante. Le cose si inizieranno a complicare quando Harlan incontrerà Noys, una donna con la quale dovrà lavorare. Si arriverà fino ai limiti del possibile, fino a mostrarci qualcosa che potrebbe succedere, o essere già successa.

Come negli altri romanzi di Asimov, anche "La fine dell'Eternità" è pieno di colpi di scena e di spiegazioni memorabili sul funzionamento dei viaggi nel tempo e delle mutazioni. Il viaggio nel tempo non è un argomento facile da affrontare: causa molte complicazioni e paradossi. Asimov riesce però a dare spiegazioni abbastanza convincenti su questi viaggi e sul fatto che la natura, ed in particolare il Tempo, eviti i paradossi. Nel libro ci sono quindi un susseguirsi di situazioni ai limiti dell'assurdo, con i personaggi che si muovono avanti e indietro tra i secoli più disparati. 
Lungo il libro sono nascosti degli indizi importanti che saltano fuori nel vari capitoli, portando (come del resto nei romanzi del ciclo dei robot) il protagonista a conclusioni incredibilmente complesse.

In conclusione, questo libro ci portà in un mondo futuro credibile e ben costruito, che fa leva sull'intervento dell'uomo nella vita delle persone grazie all'aiuto dei viaggi nel tempo, e sulle conseguenza che questo porta alla società. Un libro da leggere tutto d'un fiato, che ti lascia in sospeso fino all'ultima pagina.

Gloria Scaioli - La Radice del Rubino

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Euno è l'unico che può salvare le Città Millenarie dall'ascesa del regno di Petreia, ma di lui si è persa ogni traccia da diciotto anni per volere di suo padre, il re dell'Ovest, che ha deciso di allontanarlo ancora bambino dalla sua terra. Servirà un uomo fidato per riportarlo a casa, attraverso una foresta senza luce, da Pentapoli l'operosa ad Alchemia la ricca, mentre il nemico è già sulle sue tracce.  Quest'uomo è Manfredi, cacciatore di taglie costretto ogni notte a lottare contro una terribile maledizione, che controvoglia conduce con sé Duccio ed Eco, rispettivamente quasimastro e mezzamaga, il tenero micrandro Cino, la battagliera Tamiri e i gemelli Filostrato e Filocolo, che condividono ben più di quanto vorrebbero. E così le vicende di perfetti estranei si trovano legate dai fili invisibili di una profezia e minacciate dai passi silenziosi di un traditore misterioso, in un mondo in cui un rubino ha meno valore della sua radice impura. [Sinossi dal sito della casa editrice]

Gloria Scaioli è una scrittrice esordiente, che ho pubblicato con Plesio editore i suoi due primi romanzi ("La radice del rubino" e il suo seguito, "Il labirinto d'ambra").

La trama è ben strutturata. Abbiamo diversi personaggi ben caratterizzati ed inseriti nelle vicende, con rispettivi titoli e particolarità. Manfredi è un uomo duro, afflitto da una maledizione che lo perseguita, Duccio è curioso allegro, Filocolo è saggio, Cino è un eterno bambino. Tutti i personaggi si incastrano bene tra di loro formando una classica compagnia di viaggio. Alcuni dei personaggi citati nella Sinossi però non prendono parte, almeno in questo libro, al viaggio. Tamiri ed Eco rimangono separati, e non si uniscono alla compagnia se non molto tardi. Nell'aletta si può quindi leggere una sinossi troppo evoluta ed anche sbagliata, in quanto alcune delle cose citate non succedono, o meglio, non succedono ancora.

"Solo chi ha una mente incapace di indagare l'anima umana senza preconcetti, pensa che il pianto sia esclusivamente una manifestazione di dolore"

Douglas Adams - Guida galattica per gli autostoppisti

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

«Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione»

Arthur Dent, un uomo normalissimo, scopre che alcune ruspe gialle stanno per demolirgli la casa per poter costruire una superstrada. In realtà, quella che sta per essere demolita è la Terra, e quella che deve essere costruita è una tangenziale spaziale. Arthur viene però salvato da un suo amico che proviene da Betelgeuse, ed insieme salgono sull'astronave demolitrice. Inizia così la loro avventura in compagnia del libro "Guida galattica per gli autostoppisti", un best-seller che si vende benissimo per due ragioni: 1.Costa poco 2.Reca stampate, a grandi lettere amichevoli sulla copertina, le parole "NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO".

Questo libro fantascientifico si scosta dalla normale fantascienza, inserendo ironia e comicità nella storia, ma trattandole come se fossero cose normalissime. Così incontreremmo alieni le cui poesie sono peggio della morte, robot depressi, e missili che si trasformano in balene... tutto scritto come su fossero cose di tutti i giorni. Un libro divertente e frizzante, di facile lettura e di ottimo intrattenimento.

Emilio Salgari - Jolanda, la figlia del Corsaro Nero

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Alla fine del romanzo precedente della saga, La Regina dei Caraibi, una domanda sorge spontanea: dove sono andati a finire il Corsaro Nero ed Honorata Wan Guld. E proprio all'inizio di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, troviamo la risposta che cercavamo: sono tornati alla patria del signore di Ventimiglia, dove il Corsaro è morto per difendere la sua patria. Ma ecco che, senza che alcuno lo sapesse, entra in ballo la figlia del Corsaro, che ora si trova a Maracaybo. Protagonisti di questa avventurosa storia sono Morgan, ex luogotenente del Corsaro, Carmaux e Wan Stiller, che ci accompagnano dal primo capitolo di questa saga ("Il Corsaro Nero"). La compagnia di filibustieri cercherà di trarre in salvo Jolanda (la figlia del corsaro) dalle grinfie dell'attuale conte di Maracaybo, che si scopre essere un figlio bastardo di Wan Gult, e che mira e farsi cedere da Jolanda tutti i possedimenti del padre.

Questa storia, che vede l'assenza del temibile Corsaro Nero, ripercorre alcune zone già visitate in precedenza e ritira in ballo alcuni personaggi. Un continuo di fughe, inseguimenti e combattimenti, come già ci avevano abituato i precedenti due romanzi.

Emilio Salgari - La Regina dei Caraibi

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Dopo aver finito di leggere il primo libro della saga dei Corsari delle Antille di Emilio Salgari, Il Corsaro nero, ho iniziato a sfogliare il seguito, La Regina dei Caraibi. In questo romanzo, con stile simile a quello del primo volume, il Corsaro Nero ed il suo equipaggio continuano la ricerca di Wan Guld, per poter vendicare la morte dei fratelli del Corsaro Nero. A fianco di quest'ultimo, oltre ai già conosciuti Carmaux, Wan Stiller e Moko, entra in gioco Yara, una bella ragazza indiana che nutre un odio per Wan Guld pari a quello del corsaro. Tuttavia, lei si innamorerà del filibustiere, mentre questo rimarrà addolorato per l'abbandono della donna che amava, lasciata su una scialuppa nel mezzo di una tempesta dopo che il Corsaro ebbe scoperto che ella era la figlia del suo acerrimo nemico.

Colpi di scena, azione e anche un po' di divertimento tra le pagine di questo libro. Il Corsaro Nero è ancora più tormentato e questo si riflette sulle sue azioni e sui suoi pensieri, mentre i due amici Carmaux e Wan Stiller ci regalano diverse perle di umorismo nel corso della vicenda.
E di nuovo si torna in quello sfondo caraibico ben descritto, che ti porta in foreste vergini abitate da soli indiani ed i battaglie tra navi. E, alla fine, non potremo non leggere ciò che accade dopo, in Jolanda, la figlia del Corsaro Nero.

Emilio Salgari - Il Corsaro Nero

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911) è stato uno scrittore italiano di romanzi d'avventura molto popolari. Per il Ciclo dei corsari delle Antille ha scritto: Il Corsaro Nero; la Regina dei Caraibi; Jolanda, la figlia del Corsaro Nero; Il figlio del Corsaro Rosso, gli Ultimi FIlibustieri.

Il Corsaro Nero è un romanzo pieno di avventura, che riesce a trasportarti su una nave di filibustieri, pronti a tutto per seguire il loro capitano. Questo, chiamato appunto il Corsaro Nero, è un personaggio tormentato, che non si da tregua per la morte di due dei suoi tre fratelli a causa di un personaggio diventato anni prima governatore di Maracaybo. È quando una scialuppa raggiunge la Folgore, la temibile nave del Corsaro, un'altra terribile notizia arriva ai filibustieri. A bordo della scialuppa vi sono Carmaux e Wan Stiller, due membri dell'equipaggio del fratello del Corsaro Nero, il Corsaro Rosso. Con loro portano la notizia della morte di quest'ultimo, impiccato nel centro di Maracaybo catturato dagli uomini di Wan Gult, il governatore e acerrimo nemico del Corsaro. Questo, insieme ai suoi fidati uomini tenterà un'impresa per liberare il corpo del Corsaro Rosso. Da qui inizierà la sua avventura in compagnia di Carmaux, Wan Stiller e Moko, un nero che vive nelle foreste nei pressi di Maracaybo. 

Una scrittura scorrevole e poco pesante, minime descrizioni che rendono più credibile l'ambientazione caraibica in cui si svolgono le vicende. Salgari riesce a trasportarti in un mondo fatto di cannoni, pistole, navaye, sciabole d'arrembaggio, navi, corsari e spagnoli conuistatori delle Americhe. Un'incredibile avventura entusiasmante e piena di colpi di scena incredibili, in uno sfondo storico ben costruito. Una buona lettura per chi ama l'avventura.