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Jon Courtenay Grimwood - Pashazade

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Pashazade di Jon GrimwoodSulla copertina verde di questo volume compare in bella vista il curriculum di questo romanzo, pubblicato nel 2001 e scritto da un certo inglese di nome Jon Courtenay Grimwood. Primo volume della Arabesk Trilogy, "Pashazade" trova la sua traduzione in italiano grazie all'iniziativa di una nuova casa editrice: Zona 42, Editori di fantascienza e di altre meraviglie. Questa, in seguito a una campagna di crowfunding, è riuscita a raccogliere abbastanza denaro per gettarsi in questa impresa; allo stesso modo avevano già pubblicato Desolation Road di Ian McDonald e Il sole dei soli di Karl Schroeder.
Dell'edizione non ci si può che complimentare con chi l'ha curata. La copertina è semplice ed elegante, il carattere è pulito e, più in generale, il volume sembra essere il risultato di una buona esperienza nel settore, che di certo è difficile pensare di trovare in una neo casa editrice.

"Pashazade" è ambientato nella città ottomana di El Iskandryia, sul delta del Nilo, città ricca e fiorente che nasconde al suo interno intrighi e segreti. Siamo nel ventunesimo secolo, in un mondo alternativo dove nel 1915 la Prima Guerra Mondiale si è conclusa in seguito a un accordo e la Seconda non ha mai avuto luogo.
Ashraf giunge in questa città per incontrare la sua promessa sposa, Zara. Tuttavia, a El Iskandryia egli si troverà stretto nell'indagine della morte di sua zia Nafisa, in un susseguirsi di scene inaspettate e a tratti violente, mentre sullo sfondo si affaccerà la sua storia di quando era ragazzino.
Attorno a lui si affollano diversi personaggi in parte legati alla politica della città; Ashraf stesso è un bey, un nobile, e questo titolo gli peserà sulle spalle quasi quanto esso lo salverà. Tra il 'cast' compaiono anche Zara, la sua promessa sposa, e Hani, la sua piccola nipote.

Stephen King - La Torre Nera I: L'Ultimo Caveliere

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

"L'uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì."Copertina de L'Ultimo Cavaliere

Penso non ci sia modo migliore per cominciare questo commento al primo volume della saga delLa Torre Nera di Stephen King. La frase sopra citata è l'incipit dell'Ultimo Cavaliere, che in inglese appare come: "The man in black fled across the desert and the gunslinger followed". Questa saga dal destino fortunato è iniziata nel 1978, quando la prima parte del suo primo romanzo uscì su una rivista del settore. Oggi si possono contare otto volumi.
Nell'introduzione, King parla di questo romanzo come qualcosa di particolare, nato dalla sua passione per i libri di Tolkien uniti a voler costruire qualcosa di diverso. Da questo idea, almeno in parte, è nata La Torre Nera, saga fantasy-western ambientata in un mondo futuro a quello moderno ma che è tornato alla vita del vecchio west.

Il protagonista dell'Ultimo Cavaliere, che durante la prima parte verrà descritto semplicemente come 'il pistolero' (che oltretutto è la traduzione letterale del titolo inglese, The Gunslinger) è un uomo che sta vagando (come l'incipit lascia intendere) dietro all'oscura figura dell'uomo nero, personaggio ambiguo e misterioso, di cui poco si sa e ancora meno si viene a sapere. Con lui, viaggiano le sue pistole e (come in ogni fantasy che si definisce tale) i suoi fantasmi del passato. Durante questo viaggio, il pistolero di nome Roland attraverserà villaggi e incontrerà persone che sono state a contatto con l'uomo in nero, mentre i suoi ricordi torneranno a galla man mano che egli decide di raccontarli agli altri personaggi.
Roland è un personaggio vero, credibile, fedele ai suoi ideali; egli è una sorta di paladino vestito da pistolero, e i suoi comportamenti danno credito a questa idea, ma allo stesso tempo la sua figura sembra mescolarsi a quella di un ipotetica cacciatore di demoni. I suoi modi freddii e crudeli lo rendono un personaggio distaccato, solitario, che sembra portarsi dietro il lettore solo perché non può farne a meno.

Michael Moorcock - Il Veliero dei Ghiacci

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertine I Riti dell'Infinito

Michael Moorcock è una figura importante nel campo della letteratura fantastica, sia nel fantasy che nella fantascienza. In particolare è famoso per la sua saga su Elric di Melniboné, protagonista di unidici libri della serie a lui intitolata.
Per i lettori italiani la possibilità di leggere qualcosa di suo è arrivata con l'uscita dell'Urania Millemondi dell'autunno di quest'anno, intitolato "I riti dell'infinito". Al suo interno vi tre romanzi, che sono, oltre a quello che dà il titolo alla raccolta, "Il campione eterno" e "Il veliero dei Ghiacci".

Il Veliero dei Ghiacci (The Ice Schooner) è, fin dal primo sguardo, un libro che ricorda in un certo senso Moby Dick, nonostante non condividano a pieno gran parte delle loro caratteristiche. Il protagonista del romanzo è Konrad Arflane, famoso capitano di baleniere, che viene a contatto con un uomo morente, ritrovato da solo sul ghiaccio.
Il ghiaccio è la vera ambientazione del romanzo. Non esiste infatti un mare 'liquido' dove navigare e andare a caccia; tutto è ricoperto dal ghiaccio, e le navi possiedono pattini che permettono loro di muoversi per seguire i gruppi di balene. Anch'esse, ovviamente, si sono sviluppate in modo da vivere fuori dall'acqua.
Konrad Arflane è un uomo tipico di quella vita; egli crede fermamente nel culto della cosiddetta Madre del Ghiaccio, che proclama la futura trasformazione di tutto in ghiaccio per volere della Madre. Secondo questa specie di religione, la sorte dell'uomo è decisa dalla Madre, e ogni cosa a lei tornerà una volta che tutto si sarà raffreddato completamente e trasformato in ghiaccio.

Neil Gaiman - American Gods

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertina American Gods

Neil Gaiman è un autore di fantascienza britannico, anche fumettista e sceneggiatore, che non deve essere dimenticato da tutti gli amanti del genere, in quanto in grado di produrre ottime opere sotto ogni aspetto. In particolare, American Gods, ha vinto il Premio Nebula e il Premio Hugo nel 2002, a testimoniare la qualità del romanzo e dell'autore.
Il nome di Neil Gaiman è sempre stato per me qualcosa di misterioso, di cui ero a conoscenza ma che non aveva mai approfondito. Lo conoscevo per la sua collaborazione con Terry Pratchett in Buona apocalisse a tutti! (che non ho ancora avuto il piacere di leggere), fino a quando la mia mano non si è posata sull'Oscar Mondadori che portava scritto il suo nome.

Shadow è un uomo che sta attendendo di uscire di prigione. Tuttavia, pochi giorni prima della sua liberazione gli giunge la notizia che sua moglie Laura è morta. Durante il viaggio di ritorno, Shadow si trova ad accettare un incarico da guardia del corpo da parte di un certo Wednesday, e in seguito a questa scelta si ritroverà coinvolto in una serie di sconvenienti avventure al fianco di figure proveniente dalle mitologie di tutto il mondo.

Non mi dilungherò sulla trama, la quale credo debba essere interamente assaporata dal lettore, ma approfondirò un po' sui significati che American Gods va a trattare in modo non troppo velato. Il tema del romanzo è la lotta tra gli dèi antichi e gli dèi nuovi, che l'autore pone negli ideali moderni tra la televisione e l'informatica, l'economia e la politica. Il mondo che ci viene mostrato è un modo dove gli antichi credi sono stati rinnegati per passare a un nuovo tipo di divinità, che parla attraverso gli schermi televisivi.

Jack London - Martin Eden

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Martin Eden

Tentare di fare anche solo qualcosa di simile a una recensione per questo libro è ben lungi dalle mie competenze, in quanto siamo davanti a un libro universalmente riconosciuto come importante capolavoro di inizio '900. Jack London è uno scrittore americano nato nel 1876, famoso per romanzi come appunto Martin Eden, o come Zanna Bianca e Il Richiamo della Foresta.

Martin Eden è un uomo della classe operaia, che ha campato per anni viaggiando per mare e che vive a Oakland. Dopo aver salvato Arthur Morse da una rissa, viene invitato da quest'ultimo a cena alla casa della sua famiglia alto-borghese. Nonostante sia un luogo non comune per Martin, egli ha modo di incontrare per la prima volta Ruth, una ragazza della quale si innamorerà follemente. Tuttavia, egli appartiene a una categoria sociale ben diversa dalla sua, e dunque Martin inizia ad andare in biblioteca e a studiare le più svariate materie e a leggere romanzi e saggi di filosofia, trovandosi ad avere una vera e propria passione per la conoscenza.

Leggendo su un giornale un articolo che parlava dei salari medi di uno scrittore, egli decide di intraprendere questa carriera, diventando un dattilografo seriale e concedendosi solo poche ore di sonno. In questo modo avrebbe potuto avere i mezzi per essere alla pari della famiglia di Ruth, con la quale si incontrava in più occasioni. Tuttavia, si scontra spesso con la strana realtà delle riviste, che egli non comprende: pur pubblicando opere di basso livello, i direttori editoriali non accettano i suoi dattiloscritti, che Martin ritiene ben superiori.

Micheal Ende - La Storia Infinita

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertina de La Storia Infinita di Michael Ende

La storia infinita, pubblicata nel 1979 dallo scrittore tedesco Michael Ende, è ormai uno dei più importante libro di letteratura fantastica per ragazzi, tradotto in tutte le più importanti lingue del mondo. Al suo interno è racchiusa una delle storie più belle che siano state mai scritte.

Fin dal principio, l'editore a cui Ende si era affidato volle dare, per seguire l'idea originaria dell'autore, un tocco particolare al libro, in modo da farlo sembrare più antico di quanto esso fosse in realtà. Anche per questo motivo sono state inserite diverse illustrazioni atte a fare da capolettera, che danno l'idea delle miniature fatte dai monaci medievali.

Anche nell'edizione che possiedo, di Longanesi, vi sono le illustrazioni delle capolettere, ognuna all'inizio di ogni capitolo e rappresentante una lettera differente e disposte in ordine alfabetico (i capitoli sono infatti 26). Inoltre, il testo è colorato in rosso nelle parti vissute da Bastiano nella soffitta (vedi dopo) e in verde quelle che narrano di Fantàsia.

Trama

Il protagonista di questa vicenda è Bastiano Baldassarre Bucci, che vive da solo con suo padre, essendo sua madre morta diversi anni prima. (Strano a dirsi, questa caratteristica sembra accomunare un gran numero di personaggi di questo genere). E' un ragazzino che va ancora a scuola, dove tutta via si sente a disagio per via del suo carattere e del suo fisico. Un giorno, però, prima di andare a scuola, decide di dirigersi nella libreria del signor Carlo Corrado Coriandoli, il quale sta leggendo un grosso libro rilegato di colore rosso rame. Per rispondere a una telefonata, il titolare del negozio si allontanerà, lasciando Bastiano da solo con il libro. Questo attira in modo particolare la sua attenzione, portandolo ad avvicinarsi per leggerne il titolo: La Storia Infinita.

Ian McDonald - Forbici vince carta vince pietra

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Forbici vince carta vince pietra Copertina

Ian McDonald è uno scrittore inglese di fantascienza, vincitore di numerosi premi. Non avevo ancora avuto modo di leggere qualcosa di questo autore, fino a quando il suo romanzo "Forbici vince carta vince pietra" (Scissors Cut Paper Wrap Stone) non è uscito come Urania Collezione in un volume nel quale oltre ad esso vi erano altri due racconti.

Questo romanzo è un piccolo capolavoro. All'inizio, può non risultare del tutto chiaro, causa dell'alternarsi di due vicende diverse, prettamente collegate, una posta nel passato e una posta nel presente. Protagonista di queste è Ethan Ring, un grafico che possiede un terribile segreto: la conoscenza di caratteri in grado di condizionare la mente altrui.

La sua storia si divide quindi in due parti: ciò che succede e ciò che è già successo. Il protagonista è in viaggio insieme a un amico giapponese disegnatore di manga, Masahiko. Insieme, stanno percorrendo il percorso detto Shikoku, antica via di pellegrinaggio giapponese che tocca 88 templi. Durante questo viaggio, percorso in bicicletta, i due amici ripercorrono quello che li ha portati lì in cerca di redenzione. La loro storia viene raccontata in contemporanea con il pellegrinaggio, misto di modernità e tradizione buddhista, con il suo simbolismo e le sue idee.

La trama è profonda, piena di riflessioni, che rispecchia il desiderio di redenzione da parte del protagonista, che si sente in colpa per non aver rispettato, più che la legge, la personalità umana, per aver cancellato dei ricordi e annullato delle vite intere, solamente utilizzando i suoi caratteri.
Nonostante la sua brevità, questo libro presenta molti spunti particolari, buone descrizioni e riflessioni profonde, unite a un'ambientazione orientale che rende la storia diversa dal resto dei romanzi di questo tipo.

Philip K. Dick - La svastica sul sole

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Era il 1963 quando fu scelto come il premio di Miglior Romanzo del presitgioso Premio Hugo venne assegnato a The Man in the high castle di Philip K. Dick, libro che noi siamo abituati a conoscere con il titolo di "La svastica sul sole".

L'abilità di Dick nella scrittura ci porta nuovamente in un mondo fantascientifico, nel quale l'Asse ha vinto la seconda guerra mondiale, sconfiggendo gli alleati. Il mondo, in questo scenario ucronico, è principalmente diviso tra tedeschi e giapponesi, in forte contrasto riguardo ai governi: da una parte l'imperialismo del Giappone, dall'altra il regime fascista della Germania.
La svolta principale che ha portato a questa situazione è stato l'assassinio di Roosevelt a Miami, che ha fatto in modo che il presidente non salisse al potere.

All'interno del territorio giapponese degli Stati Uniti, Robert Childan è il proprietario di un negozio di oggetti storici americani, per i quali i giapponesi sembrano stravedere; Tagomi è un funzionario giapponese; Frank Frink (che ha cambiato il nome da Fink per evitare di essere riconosciuto dai nazisti per la sua origine) è un ebreo che lavora come orefice; sua moglie, Juliana, decide di andare via insieme a un camionista italiano di nome Joe Cinnadella; Baynes è un imprenditore svedese che nasconde un terribile segreto.

Con una trama a intreccio tipica dei suoi scritti, Dick unisce le storie di questi personaggi, muovendoli in uno sfondo alternativo ma credibile, che mostra ciò che sarebbe potuto succedere. 
I due principali elementi che uniscono i vari protagonisti sono due libri: La cavalletta non si alzerà più di Hawthorne Abdensen e l'I Ching, un testo classico cinese.

Charles L. Harness - L'odissea del superuomo

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

L’odissea del superuomo, che si può facilmente nominare come racconto, è il titolo che i traduttori italiani hanno scelto di associare a The Rose di Charles Harness, che non vedeva una pubblicazione in italiano dagli anni 70. E’ stato riproposto recentemente da Urania Collezione in un volume che comprende altri due racconti.

Il titolo è legato a un racconto di Oscar Wilde, L’usignolo e la rosa, del quale la protagonista, una donna di nome Anna Van Tuyl, ha scritto un balletto non ancora completato. La storia di Oscar Wilde narra di uno Studente, che per essere ammesso a un ballo deve consegnare una rosa rossa, ma riesce a reperirne solo di bianche. Così, un Usignolo, vedendolo triste, si spinge contro una spina di rosa, che il suo sangue rende rossa.

La protagonista è vittima di una deformazione causata da un’operazione medica, stessa deformazione del signor Jacques, uomo che incrocerà Anna lungo il Viale delle Rose chiedendogli un ballo. Successivamente, per un caso, Anna verrà incaricata di svolgere il suo mestiere di psicologa con il signor Jacques.

Il romanzo è oscuro, criptico, e vede l'avvicendarsi di uno scontro tra Arte e Scienza. Il signor Jacques, infatti, crede che siano gli artisti ad avere scoperto tutto ciò che successivamente è stato attribuito alla scienza, mentre sua moglie è dell'opinione opposta. In questo scenario si sviluppa una strana vicenda, onirica, che vede la decadenza dell'uomo per elevarsi a qualcosa di simile all'uomo superior. Il finale è elegante, e lascia spazio a diverse interpretazioni o riflessioni. "L'odissea del superuomo" è di per sé intrigante e misterioso, ma anche incredibilmente originale.

Brandon Sanderson - Il Conciliatore

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Brandon Sanderson, come ho già detto più volte, è considerato una delle migliori promesse nel campo della letteratura fantastica. Più che una promessa, ormai è già una conferma, avendo egli completato con successo la saga di Robert Jordan e avendo pubblicato diversi libri, tra i quali ricordiamo "La Via dei Re", primo romanzo delle Cronache della Folgoluce, di cui è in arrivo il secondo capitolo.

Il Conciliatore è un romanzo unico, che consiste comunque in un malloppo di quasi 700 pagine, nello stile dello scrittore.
La narrazione non segue la vicenda di un unico personaggio, ma racconta invece le vicende di più persone, mostrandoci tuttavia, a volte, scene completamente inutili che non rientrano nel contesto della trama, o che comunque sono ripetitive; lo stesso problema che avevo riscontrato sia con La Ruota del Tempo che con La Via dei Re.

L'elemento principale di questo romanzo è il Soffio, una caratteristica innata di ogni essere umano. Ogni uomo o donna ne possiede infatti uno dalla nascita, che aumenta la percezione del mondo circostante ad esempio facendoci accorgere di essere osservati. Il Soffio però può essere accumulato, e più Soffi si posseggono più la realtà diventa chiara.
Con un numero abbastanza elevato di Soffi, si può Risvegliare, ovvero impartire un ordine a un oggetto una volta stato vivo (come corda, stoffa, etc. che provengono da vegetali). Per funzionare, il Risveglio risucchia colore dalle vicinanze, e infonde nell'oggetto alcuni Soffi, che possono essere poi ripresi dal Risvegliante.

Dan Simmons - La caduta di Hyperion

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Sono ormai passate diverse settimane da quando ho finito Hyperion di Dan Simmons, e in questo periodo ho avuto il piacere di leggere il secondo libro della saga "I Canti di Hyperion", i quali volumi, come ho già scritto, sono ormai difficili da trovare in formato cartaceo.

Il primo volume di questa incredibile serie di volumi ci aveva lasciato col fiato sospeso, concludendosi proprio quando ila trama sembrava aver raggiunto il suo fulcro. I nostri pellegrini, rimasti in sei dopo la scomparsa del Templare, stavano giusto entrando nella Valle delle Tombe dopo il loro viaggio.
La caduta di Hyperion, tuttavia, non parte da dove il suo precedente ci aveva lasciati. I pellegrini sono ovviamente ancora là, e stanno sempre per entrare nella Valle, ma il personaggio che per primo viene presentato è nuovo. Questo è Joseph Severn, il cui vero nome è però John Keats. Esso è infatti la seconda "reincarnazione" in cibrido del poeta inglese che ancora affolla la trama.
Come sfondo, mentre nel primo vi era l'avanzata Ouster (che nella Caduta raggiunge livelli significativi), qui troviamo il TecnoNucleo, che da una locazione nascosta controlla e aiuta da sempre l'umanità, ma allo stesso modo la comanda e ne dirige il destino. 

Dan Simmons - Hyperion

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Nonostante giunto alle mie orecchie a causa di Ilium (che, ahimè, non ho ancora avuto il piacere di leggerlo), Dan Simmons ha esordito nella mia libreria con Hyperion, e si è assicurato un posto nella lista dei migliori autori di fantascienza che io abbia mai letto. Non che abbia molta concorrenza, per ora, ma devo ammettere che questo libro (primo di un ciclo di quattro volumi) ha lasciato un'impronta indelebile nei miei ricordi fantascientifici, e difficilmente lo dimenticherò.

Come ormai gran parte degli autori di fantascienza, anche Dan Simmons è caduto in mano a Fanucci che, nonostante l'imperdonabile e costante mancanza dell'indice in ogni suo volume (anche in tomi da 1200 pagine come "La Via dei Re", nel quale ritrovare un determinato capitolo risulta quasi impossibile), sta comunque sviluppando una discreta collana economica riguardo alla fantascienza. Peccato che pian piano i volumi cartacei di questo ciclo stanno andando via via scomparendo, e quindi si spera in una ristampa futura.

Hyperion è e non è un antologia al tempo stesso. Quando mi giunse in mano, regalatomi, pensai, leggendo la quarta di copertina, che si trattasse del solito libro di racconti dove i personaggi raccontano le loro storie, mentre, leggendo, si viene a scoprire che è molto di più. La trama di fondo è tutt'altro che casuale. L'Egemonia, la federazione che unisce gran parte dei pianeti abitati, sta per avere un enorme scontro contro gli Ouster, particolari creature che vivono utilizzando tecnologie sviluppate, mentre, nello stesso momento, su Hyperion si stanno per aprire le Tombe del Tempo. Sette sono infatti i pellegrini mandati su Hyperion per impedire l'apertura delle Tombe e dunque fermare lo Shrike, creatura quasi mitologica in grado di distruggere l'intera civiltà umana. E sette sono le storie che ci vengono raccontate.