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Dan Simmons - Hyperion

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Nonostante giunto alle mie orecchie a causa di Ilium (che, ahimè, non ho ancora avuto il piacere di leggerlo), Dan Simmons ha esordito nella mia libreria con Hyperion, e si è assicurato un posto nella lista dei migliori autori di fantascienza che io abbia mai letto. Non che abbia molta concorrenza, per ora, ma devo ammettere che questo libro (primo di un ciclo di quattro volumi) ha lasciato un'impronta indelebile nei miei ricordi fantascientifici, e difficilmente lo dimenticherò.

Come ormai gran parte degli autori di fantascienza, anche Dan Simmons è caduto in mano a Fanucci che, nonostante l'imperdonabile e costante mancanza dell'indice in ogni suo volume (anche in tomi da 1200 pagine come "La Via dei Re", nel quale ritrovare un determinato capitolo risulta quasi impossibile), sta comunque sviluppando una discreta collana economica riguardo alla fantascienza. Peccato che pian piano i volumi cartacei di questo ciclo stanno andando via via scomparendo, e quindi si spera in una ristampa futura.

Hyperion è e non è un antologia al tempo stesso. Quando mi giunse in mano, regalatomi, pensai, leggendo la quarta di copertina, che si trattasse del solito libro di racconti dove i personaggi raccontano le loro storie, mentre, leggendo, si viene a scoprire che è molto di più. La trama di fondo è tutt'altro che casuale. L'Egemonia, la federazione che unisce gran parte dei pianeti abitati, sta per avere un enorme scontro contro gli Ouster, particolari creature che vivono utilizzando tecnologie sviluppate, mentre, nello stesso momento, su Hyperion si stanno per aprire le Tombe del Tempo. Sette sono infatti i pellegrini mandati su Hyperion per impedire l'apertura delle Tombe e dunque fermare lo Shrike, creatura quasi mitologica in grado di distruggere l'intera civiltà umana. E sette sono le storie che ci vengono raccontate.

Le storie ruotano attorno alla motivazione per la quale i membri della spedizione sono stati scelti. Sullo sfondo, il mistero dello Shrike e di Hyperion, omaggio al poeta inglese Jon Keats, che sono venuti a contatto in qualche modo con i protagonisti. Le trame sono intriganti e affascinanti, spesso ambigue, senza lasciarci capire fino in fondo i segreti del Tempo che muta e dello Shrike, che rimane una figura divina e mistica. E da ogni storia salterà fuori qualche sorprendente informazione sulla loro meta, mentre la figura di Keats rimane misteriosamente in sottofondo, saltando fuori fin troppo spesso perchè possa essere un caso.

Anche se fossero stati racconti singoli separati e racchiusi in un'antologia, l'insieme sarebbe stato allo stesso modo ottimo, se non eccellente, ma l'inserimento della trama generale rende il tutto quasi perfetto, intriganti ed oscuro, lasciandoci la mente piena di dubbi e misteri che, si spera, verranno svelati nel successivi capitoli.
Hyperion è un libro speciale, maturo, dove l'autore mette in mostra le sue doti di descrizione e, volendo, anche di worldbuilding, creando un universo sensato e ben organizzato, allo stesso tempo entusiasmante ed inquietante.