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Philip K. Dick - Noi Marziani

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Questo è il primo libro che leggo di Philip Dick, famoso autore statunitense di libri di fantascienza. Come per caso, mi sono ritrovato ad avere in mano questo libro che, appena dopo aver finito "Straniero in terra straniera", mi tornava a parlare di marziani. Più che marziani, abbiamo in realtà dei coloni umani, che si sono stanziati nel pianeta rosso. I veri marziani sono i Bleekman, razza di origine marziana simile agli aborigeni africani, che tengono una vita nomade e semplice. Anche l'utilizzo di Marte stesso è un po' diverso. Esso infatti è utilizzato per creare un'ambientazione favorevole allo sviluppo della storia; la stessa ambientazione sarebbe potuta essere resa sulla Terra dopo una Guerra Mondiale nucleare. Ciò che serve ai fini della trama è un posto poco popolato, con diversi problemi economici e politici nel quale si avvicendano intrecci legati al mercato nero. Il fatto che sia Marte è poi solo un dettaglio.

I personaggi principali della storia partono da una situazione separata, per poi mescolarsi fino a quasi formare un unico gruppo. Jack Bohlen lavora al reparto riparatori, mentre Arnie Kott è un affarista pronto a tutto, che detiene gran parte del potere nel mercato nero di Marte. Sarà una bobina rotta ad unire i destini di questi due uomini. Tuttavia, la morte di Norbert Steiner, importante uomo al servizio di Arnie, lascerà il figlio Manfred Steiner nelle mani di Kott, che cercherà di usarlo a suo vantaggio. Manfred infatti è un bambino autistico, forse in grado di prevedere il futuro e di cambiare il presente, per permettere ad Arnie Kott di acquistare in anticipo i territori delle montagne FDR.

Manfred Steiner è il vero protagonista del libro. Bambino autistico, viene tenuto in una clinica psichiatrica e vive in un mondo tutto suo, senza farsi capire. Anche Jack Bohlen soffre di una lontana forma di schizofrenia, e per questo verrà incaricato da Arnie Kott di comunicare con il bambino, che potrebbe conservare in sé un potere enorme. Nella trama verranno poi ad inserirsi le antiche leggende dei Bleekman, universi paralleli e viaggi tramite la mente, in un caos creato dalle visioni schizofreniche.

La storia è bella ed entusiasmante, non molto ricca di colpi di scena - se non nel finale -, ma contenente concetti e riflessioni umane molto particolari, legate al comportamento umano e alla decadenza dell'uomo. Il bambino dà un tocco di semplicità simile a quello de "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte". La figura di Manfred Steiner rimane infatti, a mio parere, la più intrigante del libro, fragile ed enigmatica. In lui si nasconde il grande enigma dell'autismo, mescolato alla schizofrenia mostrata attraverso gli occhi di Jack Bohlen, che si vedrà a combattere contro la sua mente e a cercare di entrare in quella del bambino, in un gioco di visioni e trasposizioni nel tempo che lasciano di stucco chi porta lo sguardo sulle righe di questo romanzo.