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Jonathan Stroud - L'Amuleto di Samarcanda

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Il ciclo di Bartimeus, composto da L'amuleto di Samarcanda, l'Occhio del Golem e La Porta di Tolomeo, è riuscito a ritagliarsi uno spazio abbastanza importante all'interno della letteratura del genere fantastico, e ho deciso quindi di verificare il merito di questo successo.
Inizio subito con il dire che il libro, in generale, mi ha un po' deluso. Non risulta altro che un fantasy per ragazzi, dove la trama originale viene però mal raccontata con uno stile, come ho già detto, per ragazzi, e che in diversi punti dà noia.

La trama e la ambientazione sono le parti fondamentali dell'opera, a dispetto dello stile della narrazione. Ci troviamo in una Londra alternativa, dove il potere è gestito da un Parlamento formato da maghi, che costituiscono una vera e propria classe sociale. Quello a cui noi ci ritroviamo davanti è Nathaniel, un ragazzo orfano che viene adottato da un mago ed introdotto ai misteri della magia, nella quale risulterà molto capace. Niente di eccezionale, fino a qui, e i primi capitoli, in cui viene fatta una noiosa (e inutile) sinossi della vita del ragazzo, trascorrono lentamente sotto lo sguardo del lettore.
La vera originalità sta nello stile in cui viene gestita la magia. I maghi che Stroud inserisce sono per lo più evocatori, in grado di richiamare demoni e folletti e di piegarli al proprio servizio. Dunque il mondo in cui ci troviamo è abitato da jinn, foliot e afrit, al servizio dei maghi.
Il demone che il protagonista sceglierà di evocare ha come nome Bartimeus, e la sua fama lo precede. Il compito che gli viene affidato da Nathaniel è quello di recuperare il potente Amuleto di Samarcanda dalle mani di Simon Lovelace, un mago malvagio che mira alla conquista del parlamento.

Un po' meh. L'ambientazione e l'idea sono davvero buone, ma il tema del recupero del manufatto che appartiene al malvagio rende più noiosa e prevedibile la narrazione, che manca di colpi di scena e svolgimenti inaspettati.
L'Amuleto di Samarcanda è quindi una fantasy per ragazzi, che sfortunatamente non riesce a portare ad un livello più alto una trama che, cambiando personaggi e situazioni, sarebbe potuta diventare molto più interessante. Non leggerò il seguito, tuttavia sono sicuro che ai ragazzi che amano il genere questo libro potrà sicuramente piacere.