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Antonio Polosa - Gheler l'esploratore I: il legame dei draghi

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

La saga di Gheler l'esploratore, composta da "Il legame dei draghi", "L'isola di Eben" e "La guerra dei quattro eserciti", purtroppo è per ora solo disponibile in ebook. La saga fin da subito promette bene, seppure non convinca più di tanto.

Il mondo e le creature che vi abitano sono ben costruiti, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni. Queste si distinguono principalmente in Etne, Elielan, Orghen e Nuriani. Ognuna di queste ad eccezione dei Nuriani (che sono praticamente uomini comuni), ognuna di queste razze ha un legame, ovvero qualcosa la cui vita è strettamente legata alla propria. Per gli Etne è il Ledah, albero che gli da tutto quello di cui necessitano, per gli Elielan è una perla e per gli Orghen è il loro lupo di lava.
Riguardo al mondo circostante apprendiamo poco, non tanto per cattiva spiegazione da parte dell'autore ma dal fatto che l'avventura si svolge in pochi luoghi, lasciando completamente perdere tutte le varie cittadelle che possiamo vedere nella cartina, che spero verrà prima o poi esposta in modo completo.

L'autore ci porta inizialmente nel Sialden, grande bosco formato dai Ledah degli Etne che vi abitano, dove una delle protagoniste, Adne, viene richiamata da suo padre che dice di aver trovato il suo futuro marito, trovato grazie all'incrocio delle radici del suo Ledah. Adne, con una bellissima fuga trita e ritrita in buona parte dei fantasy a protagonista femminile, riesce poi a scappare dal Sialden per il suo desiderio di liberà e di autodipendenza.
Adeleo è invece il principe di Nuria, il regno dei Nuriani, appunto, che dopo una battaglia contro gli Elielan si troverà a possedere il legame di una di queste, Elden, che poi verrà aiutata a fuggire.

Personaggio alquanto originale è invece Gheler, che viene presentato come un incrocio tra le diverse razze. Nato da madre Etne e padre Nuriano, il suo Ledah si trova in una montagna famosa per essere percorsa sia dal fuoco che dall'acqua. Da piccolo è stato accudito da un Orghen che, una volta morto a causa di un drago, viene seppellito da Gheler sotto il Ledah, e presto questo esploratore inizia ad acquistare tratti ditintivi degli Orghen come la resistenza al dolore e la robustezza.

La trama gira attorno ad Onimea, un potente drago, e alla vendetta di Gheler contro di esso. Per farlo però sarà necessario recuperare le tre spade legate al drago e colpirlo nello stesso momento. E' facile dunque immaginare una storia avventurosa e piena di pericoli. Mancano, per quanto mi riguardo, colpi di scena significativi.

Il libro è scritto abbastanza bene, ma si vede chiaramente che l'autore non ha ancora dimestichezza con la scrittura, che risulta a volte troppo leggera e scontata. Troppe forse le analogie con altri romanzi, come ad esempio il pane di Ledah, uguale in tutto e per tutto al lembas elfico di Tolkien, e al tesoro del drago, che ci ricorda i libri che prendono spunto dalla tradizione nordica tra i quali Lo Hobbit.
In conclusione il libro è abbastanza buono, ma non è ancora un capolavoro. Leggerò comunque i seguiti, fiducioso che riescano a rendere meglio di questo un sentimento di avventura e di fantasia.