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J. G. Ballard - Il condominio

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

La sinossi sul retro del libro è già abbastanza esplicativa riguardo al suo contenuto, anche se non penso rovini eccessivamente l'esperienza della lettura del romanzo. Per semplicità la riporterò qua di seguito:

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza."

La prima cosa da dire riguardo a questo libro è che, di fatto, non esiste una trama. Ripensandoci, non si riesce neanche a evidenziare una qualsiasi sorta di causalità tra gli eventi che Ballard cerca di raccontare. Quello che potrebbe attirare un lettore, ovvero il mistero di questo grattacielo grottesco, si tramuta in una lunga ed estenuante descrizione del decadimento di questo luogo, che porta alla rovina del lettore quanto dei personaggi che si alternano nella vicenda.
Per questo non posso neanche raccontare qualcosa dei protagonisti; i tre personaggi principali non vengono descritti abbastanza efficemente e sembrano per lo più l'uno la copia dell'altro, come se l'autore non fosse riuscito a dare ad alcuno la sua identità. Questo, credo, per il semplice motivo che lo stile del romanzo non lo richiedeva affatto. Esso è infatti una sorta di resoconto di quello che accade nel condominio, affascinante ambientazione dell'intero libro, senza che venga dato spazio al dialogo, il quale passa inevitabilmente in secondo piano. Questa tecnica porta a due conseguenze: la narrazione si fa più interessante nei riguardi del clima generale, della lotta condominiale, degli strani avvenimenti, delle follie in atto, ma allo stesso tempo svia completamente dalla creazione di una trama ben definita.

Anche se può sembrare un libro non troppo lungo, per me si è rivelato un lungo monologo difficile da scavalcare, pieno di ripetizioni nelle descrizioni e negli accadimenti. La mancanza di una storia di fondo avrebbe richiesto una brevità maggiore; sarebbe stato necessario ricreare solamente l'ambientazione del condominio. Esso, inizialmente completamente affascinante e misterioso, pian piano diventa un guscio morto privo di qualsivoglia contenuto narrativo; penso che se l'autore avesse deciso di inserirvi un intreccio più complicato sarebbe sicuramente valso ben più di quanto lo sia attualmente.

In ogni caso è una lettura interessante. Il libro ci mostra come la follia umana (in questo caso completamente assurda, al di fuori di ogni realtà o supposizione) possa creare situazioni irreali in un contesto quotidiano (un condominio). La sinossi suppone che non sia che una descrizione dell'animo umano, e probabilmente questo era l'intento di Ballard, che ha preferito la prospettiva psicologica a quella narrativa.