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Arthur C. Clarke - Le Sabbie di Marte

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertina de Le Sabbie di Marte"Le Sabbie di Marte" (The Sands of Mars) è un romanzo di Arthur Clarke (autore, tra l'altro, di "2001: Odissea nello Spazio) scritto nel 1952. Il libro mi è capitato tra le mani grazie alla collana Urania, che per il 150° della sua "Collezione" ha deciso di proporre questo autore.

La trama è piuttosto semplice e in generale sul libro non c'è molto da dire. Le sue duecento pagine lasciano poco spazio a una trama difficile, ma nulla ciò toglie alla completezza dell'opera. Il protagonista del romanzo è Martin Gibson, un giornalista e scrittore di fantascienza, il quale viene inserito in una squadra di astronauti diretti alla colonia umana su Marte. Nonostante l'apparentemente lunga descrizione del viaggio, è sul pianeta rosso che si svilupperà la trama principale.
Le città marziane non sono ancora autonome, e così rimangono strettamente legate alla Terra, la quale non vuole certo spendere una fortuna per sostenere poche centinaia di persone. Così la società marziana pare quasi una sorta di comunità disillusa, intenta nel costruire grandi cupole nelle quali poter vivere senza l'utilizzo delle tute, ma rimanendo comunque sotto le decisioni di qualcun altro.
Sul pianeta, Gibson incapperà in una serie di imprevisti e scoperte, ritrovandosi poi a indagare su un progetto segreto.

Nonostante ciò, il libro non è certo un giallo, né vuole avvicinarsi ad esso. Si presenta invece come un lungo racconto di fantascienza, costruito unicamente per la grande scena finale a sorpresa, a mo' dei brevi racconti di questo genere (in particolare ricordo quelli di Fredric Brown). Il romanzo lascia quindi un po' di delusione in seguito alle grandi aspettative che un nome del genere suscita nel lettore. La trama e lo stile sono privi di profondità, e proprio quando sembra che il grande mistero sia per essere svelato, si giunge alla conclusione di trovarsi davanti a un semplice racconto lungo, privo di qualcosa che ce lo ricorderà piacevolmente in futuro.
Lato positivo è, tuttavia, la descrizione del viaggio e del pianeta. Dal punto di vista della coerenza, infatti, il romanzo è dotato di grande realismo sia per quanto riguarda il viaggio spaziale che le città marziana, lasciando poco spazio a possibili incongruenze o fastidiose illogicità.

In conclusione, di certo mi aspettavo di più da questo romanzo, ma non si tratta certo di una cattiva lettura. Lo stile è quasi impeccabile, ma il tutto manca di qualcosa di più, qualcosa che invece si percepisce chiaramente in Odissea dello Spazio. Probabilmente ciò è dovuto anche a causa della trama, che lascia poco spazio alla riflessione, e come in "Polvere di Luna" dello stesso autore il libro si riduce quasi solamente ad essa, come in un'esposizione. Vicina alla letteratura fantascientifica del tempo, forse oggi perde il suo valore, in quanto l'esplorazione spaziale non affascina più come una volta, e il lettore (ed io) potrebbe sentirsi privato di quello che invece altri come Philip Dick gli hanno offerto nei decenni finali del '900. Una letteratura di genere, quindi, precisa nel suo contesto e nella sua dimensione, piacevole per chi cerca questo tipo di romanzo ma possibilmente deludente per chi, dalla fantascienza, oggi desidera qualcosa di più.