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Stephen King - La Torre Nera I: L'Ultimo Caveliere

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

"L'uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì."Copertina de L'Ultimo Cavaliere

Penso non ci sia modo migliore per cominciare questo commento al primo volume della saga delLa Torre Nera di Stephen King. La frase sopra citata è l'incipit dell'Ultimo Cavaliere, che in inglese appare come: "The man in black fled across the desert and the gunslinger followed". Questa saga dal destino fortunato è iniziata nel 1978, quando la prima parte del suo primo romanzo uscì su una rivista del settore. Oggi si possono contare otto volumi.
Nell'introduzione, King parla di questo romanzo come qualcosa di particolare, nato dalla sua passione per i libri di Tolkien uniti a voler costruire qualcosa di diverso. Da questo idea, almeno in parte, è nata La Torre Nera, saga fantasy-western ambientata in un mondo futuro a quello moderno ma che è tornato alla vita del vecchio west.

Il protagonista dell'Ultimo Cavaliere, che durante la prima parte verrà descritto semplicemente come 'il pistolero' (che oltretutto è la traduzione letterale del titolo inglese, The Gunslinger) è un uomo che sta vagando (come l'incipit lascia intendere) dietro all'oscura figura dell'uomo nero, personaggio ambiguo e misterioso, di cui poco si sa e ancora meno si viene a sapere. Con lui, viaggiano le sue pistole e (come in ogni fantasy che si definisce tale) i suoi fantasmi del passato. Durante questo viaggio, il pistolero di nome Roland attraverserà villaggi e incontrerà persone che sono state a contatto con l'uomo in nero, mentre i suoi ricordi torneranno a galla man mano che egli decide di raccontarli agli altri personaggi.
Roland è un personaggio vero, credibile, fedele ai suoi ideali; egli è una sorta di paladino vestito da pistolero, e i suoi comportamenti danno credito a questa idea, ma allo stesso tempo la sua figura sembra mescolarsi a quella di un ipotetica cacciatore di demoni. I suoi modi freddii e crudeli lo rendono un personaggio distaccato, solitario, che sembra portarsi dietro il lettore solo perché non può farne a meno.

Copertina The GunslingerCredo valga poi la pena spendere qualche parola per l'ambientazione, così strana e particolare. Non avendo mai letto libri ambientati nel far west, è stata una piacevole esperienza riscoprire un'ambientazione legata al periodo. Come già accennato, tutto ciò che noi viviamo nella nostra vita quotidiana è solo un lontano ricordo, passato ormai da tempo, e parole come Coca-Cola o Tivù non raccontano altro se non qualcosa di dimenticato. Il passaggio dell'uomo in nero (o, per quanto ne so, la natura dell'ambientazione stessa) crea personaggi e luoghi particolari, che vivono fuori dal tempo o che parlano di cose che non conoscono. In una scena particolare, si intravede anche una sorta di fanatismo religioso simile alla caccia alle streghe nel medioevo; ciò ricrea un'atmosfera lugubre che si presenta spesso lungo il romanzo.

Che questo libro si tratti poco più di un lungo incipit per la saga si capisce solo una volta arrivati alla fine. Che sia comunque indispensabile leggerlo? Lo scoprirò più tardi, quando avrò letto gli altri libri della serie. Fatto sta che per buona parte del romanzo si sente che non c'è ancora una trama sotto, ma che essa si sta preparando per sorgere, presentandoci più che altro il personaggio.
Leggere l'Ultimo Cavaliere rimane comunque una bella esperienza, favorita dalla buona scrittura, anche per chi non ha l'intenzione di leggere la saga (nonostante credo che chi voglia continuare potrà dargli più valore), nella quale si possono ritrovare luoghi e atmosfere lontane dalla solita letteratura fantastica.