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Michael Moorcock - Il Veliero dei Ghiacci

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertine I Riti dell'Infinito

Michael Moorcock è una figura importante nel campo della letteratura fantastica, sia nel fantasy che nella fantascienza. In particolare è famoso per la sua saga su Elric di Melniboné, protagonista di unidici libri della serie a lui intitolata.
Per i lettori italiani la possibilità di leggere qualcosa di suo è arrivata con l'uscita dell'Urania Millemondi dell'autunno di quest'anno, intitolato "I riti dell'infinito". Al suo interno vi tre romanzi, che sono, oltre a quello che dà il titolo alla raccolta, "Il campione eterno" e "Il veliero dei Ghiacci".

Il Veliero dei Ghiacci (The Ice Schooner) è, fin dal primo sguardo, un libro che ricorda in un certo senso Moby Dick, nonostante non condividano a pieno gran parte delle loro caratteristiche. Il protagonista del romanzo è Konrad Arflane, famoso capitano di baleniere, che viene a contatto con un uomo morente, ritrovato da solo sul ghiaccio.
Il ghiaccio è la vera ambientazione del romanzo. Non esiste infatti un mare 'liquido' dove navigare e andare a caccia; tutto è ricoperto dal ghiaccio, e le navi possiedono pattini che permettono loro di muoversi per seguire i gruppi di balene. Anch'esse, ovviamente, si sono sviluppate in modo da vivere fuori dall'acqua.
Konrad Arflane è un uomo tipico di quella vita; egli crede fermamente nel culto della cosiddetta Madre del Ghiaccio, che proclama la futura trasformazione di tutto in ghiaccio per volere della Madre. Secondo questa specie di religione, la sorte dell'uomo è decisa dalla Madre, e ogni cosa a lei tornerà una volta che tutto si sarà raffreddato completamente e trasformato in ghiaccio.

Copertina The Ice SchoonerTuttavia le sue credenze sono messe in dubbio. L'uomo che lui salva dal ghiaccio è un Rorsefne, uno dei nobili più importanti di Friesgalt. Questo, portandolo alla sua città, gli mostrerà alcune idee alternative, che propongono l'idea che il ghiaccio si stia in realtà sciogliendo e che la temperatura stia aumentando. Inoltre, con sé Rorsefne nasconde un segreto: sembra infatti che egli possegga le carte per raggiungere la leggendaria città di New York, luogo leggendaria dove secondo la tradizione vive la Madre dei Ghiacci. Arflane verrà incaricato di scegliere un equipaggio per tentare di raggiungere la città.

Leggendo "Il veliero dei Ghiacci" si ha freddo. Il ghiaccio circonda qualunque cosa e sono spesso rimarcati la sua presenza e i suoi effetti su chi vi abita. Moorcock riesce a creare un'ambientazione reale, concreta, e i personaggi che si muovono al suo interno non sono da meno.
Arflane è un uomo tormentato, incerto sulle sue verità, che però non risulta troppo riflessivo e noioso. Altro personaggio interessante è Urquart, omone incredibilmente simile al Quiqueg di Melville.
Nella nave, inoltre, sono presenti i parenti di Rorsefne, costretti dal testamento di quest'ultimo a partecipare alla spedizione. La nave diventa una sede di complotti e di tradimenti, durante un viaggio attraverso pericolose valli e dirupi, in uno scontro tra misticismo e realtà.

Il romanzo è quindi un buon mix di avventura e mistero, senza eccedere né nell'uno né nell'altro. La sua brevità (meno di 200 pagine) gli conferisce una narrazione semplice e senza pretese, ma non per questo non profonda e pungente, nonostante alcuni passaggi (e il finale) risultino forse un po' troppo brevi e credo potessero essere ampliate maggiormente.