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Jack London - Martin Eden

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Martin Eden

Tentare di fare anche solo qualcosa di simile a una recensione per questo libro è ben lungi dalle mie competenze, in quanto siamo davanti a un libro universalmente riconosciuto come importante capolavoro di inizio '900. Jack London è uno scrittore americano nato nel 1876, famoso per romanzi come appunto Martin Eden, o come Zanna Bianca e Il Richiamo della Foresta.

Martin Eden è un uomo della classe operaia, che ha campato per anni viaggiando per mare e che vive a Oakland. Dopo aver salvato Arthur Morse da una rissa, viene invitato da quest'ultimo a cena alla casa della sua famiglia alto-borghese. Nonostante sia un luogo non comune per Martin, egli ha modo di incontrare per la prima volta Ruth, una ragazza della quale si innamorerà follemente. Tuttavia, egli appartiene a una categoria sociale ben diversa dalla sua, e dunque Martin inizia ad andare in biblioteca e a studiare le più svariate materie e a leggere romanzi e saggi di filosofia, trovandosi ad avere una vera e propria passione per la conoscenza.

Leggendo su un giornale un articolo che parlava dei salari medi di uno scrittore, egli decide di intraprendere questa carriera, diventando un dattilografo seriale e concedendosi solo poche ore di sonno. In questo modo avrebbe potuto avere i mezzi per essere alla pari della famiglia di Ruth, con la quale si incontrava in più occasioni. Tuttavia, si scontra spesso con la strana realtà delle riviste, che egli non comprende: pur pubblicando opere di basso livello, i direttori editoriali non accettano i suoi dattiloscritti, che Martin ritiene ben superiori.

Non volendomi troppo dilungare sullo sviluppo della trama, vi basti sapere che i temi fondamentali di questa storia sono l'amore per Ruth e al contempo lo scontro di uno scrittore sconosciuto con il mondo della grande editoria. In sfondo, si può facilmente intravedere una denuncia al sistema sociale che vigeva agli inizi del '900, dove per un uomo comune come Martin era ben difficile approcciarsi a una famiglia benestante come quella dei Morse.

Martin Eden è un romanzo potente, che racchiude al suo interno significati forse troppo profondi per essere davvero compresi. A differenza della gran parte dei romanzi che sono solito leggere, in questo volume non succede realmente qualcosa. Non c'è un'avventura, un viaggio (quelli presenti sono solo riassunti sebbene in modo più che approfondito) che fa da traccia per il romanzo. Al contrario, il protagonista si muove attraverso situazioni di diverso tipo sotto la grande cupola del suo amore per Ruth e il suo odio per i direttori editoriali.
L'amore per Ruth è descritto in maniera straordinaria, portando all'attenzione del lettore i sentimenti contrastanti di un uomo che non riesce a trovare la via per raggiungere la sua amata e al contempo perplesso sul funzionamento di una società che egli non capisce.

Il romanzo racconta di un'evoluzione, un'evoluzione che porta un uomo comune, un marinaio, a diventare qualcosa di più, a indagare sul pensiero dell'uomo e su come egli vive, a riscoprire l'amore per la conoscenza e per la scrittura. Martin Eden, in fondo, è solo un uomo comune, costretto a impegnare l'abito buono quando è particolarmente bisognoso di soldi, ma col tempo di scopre che egli nasconde qualcosa di più, che pian piano coltiva dentro di sé, per poi dare al romanzo una conclusione degna di esso, regalando al lettore un'esperienza unica. Mediante le riflessioni del protagonista, Jack London rende Martin Eden una persona vera, che potrebbe benissimo essere uno dei tanti uomini che vediamo ogni giorno per strada, senza nulla di speciale se non il suo cieco amore verso un ideale.