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Brandon Sanderson - Il Conciliatore

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Brandon Sanderson, come ho già detto più volte, è considerato una delle migliori promesse nel campo della letteratura fantastica. Più che una promessa, ormai è già una conferma, avendo egli completato con successo la saga di Robert Jordan e avendo pubblicato diversi libri, tra i quali ricordiamo "La Via dei Re", primo romanzo delle Cronache della Folgoluce, di cui è in arrivo il secondo capitolo.

Il Conciliatore è un romanzo unico, che consiste comunque in un malloppo di quasi 700 pagine, nello stile dello scrittore.
La narrazione non segue la vicenda di un unico personaggio, ma racconta invece le vicende di più persone, mostrandoci tuttavia, a volte, scene completamente inutili che non rientrano nel contesto della trama, o che comunque sono ripetitive; lo stesso problema che avevo riscontrato sia con La Ruota del Tempo che con La Via dei Re.

L'elemento principale di questo romanzo è il Soffio, una caratteristica innata di ogni essere umano. Ogni uomo o donna ne possiede infatti uno dalla nascita, che aumenta la percezione del mondo circostante ad esempio facendoci accorgere di essere osservati. Il Soffio però può essere accumulato, e più Soffi si posseggono più la realtà diventa chiara.
Con un numero abbastanza elevato di Soffi, si può Risvegliare, ovvero impartire un ordine a un oggetto una volta stato vivo (come corda, stoffa, etc. che provengono da vegetali). Per funzionare, il Risveglio risucchia colore dalle vicinanze, e infonde nell'oggetto alcuni Soffi, che possono essere poi ripresi dal Risvegliante.

La vicenda parla di Vivenna, principessa di Idris, che si sta iniziando a preparare per viaggiare verso T'Telir, dove, secondo un trattato di vent'anni prima, sarebbe dovuto andare in sposa al Re Dio. Questo è una figura interessante, che spunta verso la metà del romanzo, ben caratterizzata e originale. Il Re Dio detiene infatti il potere e una fortuna di diecimila Soffi, ma niente è come sembra.

Tuttavia, non sarà Vivenna a partire, ma Siri, la sorella più giovane, che viene scelta dal re pensando di poter così rallentare la guerra incombente da Hallandren, di cui T'Telir è la città principale. Siri sarà dunque portata nella Corte degli Dei, a T'Telir, dove vivono letteralmente decine di dei, e verrà data in sposa al Re Dio.

Gli dei, ad Hallandren, consistono in realtà nel cosiddetti Ritornati. Essi sono, o erano, persone comuni, morte per una morte onorevole e gloriosa, che ritornano al mondo con un Soffio, che gli riesce a dare comunque una grande percezione del mondo. Essi hanno bisogno, tuttavia, di essere alimentati. Ogni settimana, infatti, consumano un Soffio e, se arrivano a non averne, muoiono, quindi devono prendere un Soffio alla settimana da una persona comune, di cui la maggior parte delle volte è un volontario, pronto a servire il suo dio.
Alla Corte degli Dei, in cui questi sono praticamente confinati, la situazione è tesa: si deve decidere se procedere o meno con la guerra. All'interno di questa zona vi sono quindi intrighi e complotti, mentre all'esterno agiscono nell'ombra ladri e assassini.
Tra tutti gli dei il più interessante è sicuramente Lievecanto, che, a differenza degli altri dei, si pone il quesito: cos'è che lo rende divino? Cos'ha lui di così particolare da poter essere considerato un dio?

Come ho già accennato, uno dei pochi problemi, se non l'unico, di questa incredibile pubblicazione sono i capitoli che definirei 'ridondanti', ovvero che, in termini di fatti, di sviluppo e di approfondimento, risultano praticamente inutili, atti solo a ripetere pensieri già detti e comportamente già visti che, a mio parere, potrebbero anche non essere ripetuti.
Per fare un esempio, il personaggio di Vivenna, spesso, è abusato. Ella, infatti, dopo aver saputo che sua sorella era stata portata al suo posto ad Hallandren, decide comunque di dirigervi per aiutarla, ed entra in un circolo vizioso di organizzazioni criminali. Spesso, però, quello che fa è completamente ininfluente con la trama principale e, sicuramente più coinvolgente, delle vicende di Siri alla Corte dei Re.

In conclusione, questo libro è sicuramente una perla del genere, che racchiude buona scrittura e originalità a cui questo scrittore ci ha abituato. Anche se, secondo me, sarebbe stato più interessante (e più corto, di conseguenza) se Sanderson si fosse limitato a scrivere ciò che succedeva all'interno della Corte degli Dei, magari aggiungendo comunque le notizie del resto della città, ma proponendole come arrivate dall'esterno. Nonostante questa mia nota, penso valga la pena leggerlo, anche se la scrittura è prolissa. Se avete di meglio da leggere, però, non perdete troppo tempo dietro questo volume.Altro commento che mi preme fare riguarda il finale. Dopo una storia intrigante, avvolgente ed entusiasmante, la vicenda finisce in un modo che sembra quasi una presa in giro al lettore, dove viene tirato in ballo qualcosa di impensabile, come se in un giallo alla fine il detective scopre che l'assassino è qualcuno che non è mai stato citato nel romanzo. Lascio poi a voi decidere.