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Dan Simmons - La caduta di Hyperion

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Sono ormai passate diverse settimane da quando ho finito Hyperion di Dan Simmons, e in questo periodo ho avuto il piacere di leggere il secondo libro della saga "I Canti di Hyperion", i quali volumi, come ho già scritto, sono ormai difficili da trovare in formato cartaceo.

Il primo volume di questa incredibile serie di volumi ci aveva lasciato col fiato sospeso, concludendosi proprio quando ila trama sembrava aver raggiunto il suo fulcro. I nostri pellegrini, rimasti in sei dopo la scomparsa del Templare, stavano giusto entrando nella Valle delle Tombe dopo il loro viaggio.
La caduta di Hyperion, tuttavia, non parte da dove il suo precedente ci aveva lasciati. I pellegrini sono ovviamente ancora là, e stanno sempre per entrare nella Valle, ma il personaggio che per primo viene presentato è nuovo. Questo è Joseph Severn, il cui vero nome è però John Keats. Esso è infatti la seconda "reincarnazione" in cibrido del poeta inglese che ancora affolla la trama.
Come sfondo, mentre nel primo vi era l'avanzata Ouster (che nella Caduta raggiunge livelli significativi), qui troviamo il TecnoNucleo, che da una locazione nascosta controlla e aiuta da sempre l'umanità, ma allo stesso modo la comanda e ne dirige il destino. 

La struttura del romanzo è diversa da quella del primo volume della serie; essa non si suddivide in lunghi capitoli (che corrispondevano ognuno ad un racconto), ma in capitoli più o meno lunghi nei quali effettivamente succede qualcosa, e non viene lasciato spazio per racconti.
Come nel precedente, ciò che colpisce di questo autore è la capacità di descrizione di mondi sovrannaturali, magici e tecnologici. Le sue descrizioni riescono a rendere l'universo creato dall'autore qualcosa di incredibilmente credibile, organizzato e praticamente privo di contraddizioni, merito lodevole in chi cerca di costruire cose di questo genere.

Merita un'altra menzione anche lo Shrike, la cui presenza si fa più vivida, rendendo la sua presenza quasi saltuaria, e facendo perdere parte del suo mistero alla creatura, che tanto ne aveva accumulato nella prima parte della storia. Questo mostro omicida ci svela però qualcosa di più sulla sua natura, sul suo aspetto e sull'Albero della Sofferenza, luogo di atroci sofferenze per chi vi finisce appeso.

Ma la vera presenza di fondo di questo volume è, come si è già detto, il TecnoNucleo, formato dalle IA, Intelligenze Artificiali. Nonostante esso sia parte fondamentale per la Rete, nessuna sa con precisione né dove si trovi né precisamente come agisca. Con lo sviluppo della trama saltano fuori molti interrogativi riguardo a questa entità, ed essa ci offre alcune delle scene più belle di questo libro.

La Caduta di Hyperion, come Hyperion prima di lui, lascia un impronta decisa nel lettore. Diversamente dal primo, formato da racconti, questo ci offre una storia in evoluzione che, nonostante possa sembrare un po' ripetitiva verso la metà, alla fine lascia uno spettacolare finale per il cui solo vale la pena leggere questo volume.