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Gloria Scaioli - La Radice del Rubino

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Euno è l'unico che può salvare le Città Millenarie dall'ascesa del regno di Petreia, ma di lui si è persa ogni traccia da diciotto anni per volere di suo padre, il re dell'Ovest, che ha deciso di allontanarlo ancora bambino dalla sua terra. Servirà un uomo fidato per riportarlo a casa, attraverso una foresta senza luce, da Pentapoli l'operosa ad Alchemia la ricca, mentre il nemico è già sulle sue tracce.  Quest'uomo è Manfredi, cacciatore di taglie costretto ogni notte a lottare contro una terribile maledizione, che controvoglia conduce con sé Duccio ed Eco, rispettivamente quasimastro e mezzamaga, il tenero micrandro Cino, la battagliera Tamiri e i gemelli Filostrato e Filocolo, che condividono ben più di quanto vorrebbero. E così le vicende di perfetti estranei si trovano legate dai fili invisibili di una profezia e minacciate dai passi silenziosi di un traditore misterioso, in un mondo in cui un rubino ha meno valore della sua radice impura. [Sinossi dal sito della casa editrice]

Gloria Scaioli è una scrittrice esordiente, che ho pubblicato con Plesio editore i suoi due primi romanzi ("La radice del rubino" e il suo seguito, "Il labirinto d'ambra").

La trama è ben strutturata. Abbiamo diversi personaggi ben caratterizzati ed inseriti nelle vicende, con rispettivi titoli e particolarità. Manfredi è un uomo duro, afflitto da una maledizione che lo perseguita, Duccio è curioso allegro, Filocolo è saggio, Cino è un eterno bambino. Tutti i personaggi si incastrano bene tra di loro formando una classica compagnia di viaggio. Alcuni dei personaggi citati nella Sinossi però non prendono parte, almeno in questo libro, al viaggio. Tamiri ed Eco rimangono separati, e non si uniscono alla compagnia se non molto tardi. Nell'aletta si può quindi leggere una sinossi troppo evoluta ed anche sbagliata, in quanto alcune delle cose citate non succedono, o meglio, non succedono ancora.

"Solo chi ha una mente incapace di indagare l'anima umana senza preconcetti, pensa che il pianto sia esclusivamente una manifestazione di dolore"

Tornando alla storia, è avvincente ed articolata, sviluppata in un'ambientazione ben strutturata. Si fa però sentire la mancanza di una cartina, che rende difficile l'orientamento. Durante l'avventura si incontrano molti nomi famosi ripresi dalla mitologia greca e romana, che un po' stonano, ma in generale la nomenclatura è buona.
La scrittura è coinvolgente, ma forse divaga un po' troppo, a volta, ripetendoci pensieri dei personaggi che conosciamo già, o aprendoci una finestra su una determinata particolarità, sulla quale non c'è però bisogno di approfondire.

La scrittrice dimostra anche di essere in grado, non sempre però, di dare la giusta emotività ai personaggi, creando a volte situazioni molto interessanti dal punto di vista emozionale.

"Raramente la parola 'prassi' ha un buon suono, colpa dell'allargarsi repentino del suono 'a' seguito dallo strusciare subdolo delle 's', ma in quel caso il termine suonò quanto mai sinistro"

Questa è un libro scritto come si deve, con giusta credibilità e caratterizzazione. Il punto forte sta nel riuscire a combinare tutti i background dei vari personaggi in modo da creare una storia interessante che li porta da perfetti sconosciuti a diventare buoni amici. Ed un tocco di ironia smorza una storia che sarebbe potuta essere scritta in modo noioso.

"Si dice che i galli cantino al mattino, il che non è sempre vero. Ho sentito dei galli di certificata appartenenza alla loro razza modulare quel verso fastidioso a tutte le ore del giorno. Mi risulta però che durante la notte dormano anch'essi il sonno dei lavoratori diurni e dunque non cantino. La notte doveva dunque essere passata quando mi svegliai sentendo un gallo saltare raucamente il mattino o, forse, il pomeriggio."

Nonostante diversi errori, questo libro è un'ottima partenza per quest'autrice, di cui sicuramente leggerò "Il labirinto dell'ambra", che sembra sarà seguito da un terzo libro.