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Weis, Hickman - Dragonlance: Le Cronache

Scritto da sandramilo on . Postato in Romanzi

Copertina Le Cronache di Dragonlance

 

Proprio oggi ho finito (30/12/2012) l'ultimo libro de "Le Cronache di Dragonlance", saga high fantasy formata, in ordine di narrazione, da "I draghi del crepuscolo d'autunno", "I draghi della notte d'inverno" e "I draghi dell'alba di primavera", tutti editi da Armenia. Le Cronache sono solo la prima di molte opere ambientate in questo mondo inventato, nato come ambientazione per Dungeons&Dragons.

Non ci vuole molto a capire che la storia è stata costruita allo stesso modo di un'avventura per giochi di ruolo. La prima scena si svolge in una taverna (cliché per eccellenza) nel quale un gruppo di avventurieri si ritrova dopo tanti anni. La rampa di lancio della storia è la mancata presenza di uno di essi e un attacco improvviso da una strana razza draconica. Il resto della trama si fonda su una serie di avventure minori collegate da un disegno più generale. In un modo abbastanza scontato, la compagnia si prefisserà di indagare su ciò che sta accadendo, con il perenne dubbio su dove sia la loro vecchia compagna.
Alcuni personaggi sono ben costruiti, con un background completo e ordinato, mentre altri sono lì un po' per caso. Tuttavia, l'avventura si fa leggere bene grazie a una buona scorrevolezza della trama, in più punti leggera e divertente.

La compagnia di avventurieri è formata da otto personaggi principali:

- Flint Fireforge: un vecchio nano di collina brontolone. Potrebbe essere visto come una versione più simpatica e anziana di Gimli.
- Tanis, un mezzelfo, cresciuto a Qualinesti (patria di parte degli elfi). Tanis viene preso come capo dai suoi compagni, e credo possa essere considerato il vero protagonista della trilogia. La sua razza, 'troppo elfo per gli uomini e troppo umano per gli elfi', è l'elemento chiave della sua caratterizzazione.
- Sturm BrightBlade: un cavaliere di Solamnia, un antico ordine ormai in decadenza. Bello ed elegante, è l'emblema della nobiltà d'animo e di quella cavalleria mistica tipica dei poemi epici del basso medioevo.
- Tasslehoff Burrfoot: un giovane kender, sempre allegro, curioso e interessato ad ogni avventura, ma soprattutto alle borse altrui. La sua presenza è quasi puramente scenica.
- Caramon: un omone, abile con la spada.
- Raistlin: gemello di Caramon. Il personaggio più imprevedibile di tutta la compagnia. E' un mago neutrale, reso gracile e debole dalle prove delle Torri dell'Alta Magia, che l'hanno trasformato in un mago potente, e che, in un modo misterioso, hanno creato una strada relazione tra lui e il gemello.
- Goldmoon e Riverwind: coppia (rispettivamente donna e uomo). Uomini delle pianure, che non amano gli elfi.

Questa saga è lontana dagli alti standard del Signore degli Anelli, e anche lo stile rende la lettura meno piacevole. Il ritmo veloce, frenetico, pieno di combattimenti anche non necessari, numerosi personaggi che passano più tempo in dungeon sotterranei che in città, è uno stile tipico del gioco di ruolo, ma che non si addice particolarmente bene a una saga high fantasy. Non bisogna però considerare questi romanzi come un tentativo mal riuscito di creare una lotta epica bene-male, perché, nonostante non possa essere considerata un'eccellenza, la storia è intrigante e interessante sia dal punto di vista descrittivo che narrativo, in particolare per chi voglia ritrovare un maggior senso di fantasy classico in un romanzo. In particolare, la parte finale lascia senza parole, quindi Le Cronache di Dragonlance non sono assolutamente da scartare a priori.