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Costruire la propria evoluzione: "Microcosmic god" di Theodore Sturgeon

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

Ho avuto modo di incontrare Microcosmic God di Theodore Sturgeon all'interno dell'antologia "The Science Fiction Hall of Fame Volume One", la stessa in cui ho letto il racconto Twilight di Campbell. Microcosmic God è un racconto di 24 pagine e, come gli altri testi del volume, merita pienamente la sua inclusione nella raccolta.

Il tema a cui Sturgeon vuole porci davanti è quello della possibile 'limitatezza' dell'intelligenza umana: uno scienziato incredibilmente geniale e produttivo si ritrova a non essere abbastanza sviluppato per progettare qualcosa di ancora più innovativo a causa della sua condizione umana. Il suo cervello e le sue capacità sono, insomma, troppo limitate.

Questo è un tema caro, anche se non particolarmente, agli scrittori di fantascienza, che però preferiscono spesso affidare il compito di successore dell'uomo a un calcolatore. Questa è anche, a mio parere, l'ipotesi più realistica; in un mondo dove il cervello umano è troppo lento solo un computer (o robot) può superarlo per efficienza.

E' possibile che Sturgeon vivesse in un'epoca ancora arretrata dal punto di vista informatico (la prima edizione del racconto risale al 1941) o che non credesse nel valore innovativo dei computer; è anche possibile che semplicemente gli fosse venuta l'idea che poi racconta in "Microcosmic God" e che abbia deciso di svilupparla.

Dicevo, quindi che Sturgeon ci propone un'idea nuova: 'progettare' una nuova razza dal nulla incredibilmente intelligente, alla quale far produrre le tecnologie che noi necessitiamo. Così il protagonista crea i Neoterics, una razza superiore che egli 'alleva' personalmente. Tuttavia, dal racconto non traspare infine una visione positiva di questa creazione. Sturgeon ci mostra il volto dell'inevitabile legge del più forte, che potrebbe portare alla nostra fine a causa della civiltà che noi stessi abbiamo creato.

Microcosmic God si rivela un racconto interessante da molti punti di vista. Riguardo alla trama, sicuramente, ma anche al metodo narrativo e descrittivo dello studio dei Neoterics da parte del protagonista, che si rivela una dettagliata analisi di un possibile processo creativo. Un racconto che si fa apprezzare grazie alla sua brevità ed essenzialità, ma che anche ripercorre in modo pieno la vita e la psicologia del protagonista, senza lasciare nulla al caso.