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Grokko nella sua pienezza - Robert Heinlein e il grokkare

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

I grok in fullness. [Grokko nella sua pienezza]

E' questa la frase utilizzata da Micheal Valentine Smith, l'Uomo di Marte, per esprimere la sua comprensione dell'universo che lo circonda. Robert Heinlein, nel suo romanzo "Straniero in terra straniera", ha posto di fronte a un marziano la difficile scalata verso la verità, anche delle cose più semplici però inaccessibili a qualcuno esterno all'umanità, come l'amore, l'amicizia e la religione.

Qual è il significato di grokkare?

L'unica traduzione esatta che viene data nel libro è ‘bere’ ('Grok' means 'to drink.' ['Grokkare' significa 'bere'.]), riferito al rituale dell’offerta dell’acqua, che dal marziano viene tenuta in grande considerazione. Egli chiama ‘Fratello d’acqua’ chiunque gliela abbia mai offerta, compiendo per il marziano un rituale pieno di significato.
Quando Micheal Smith si ritrova sul pianeta terra, rimane confuso, cercando di grokkare il mondo che lo circonda. Nel libro viene anche data un'altra spiegazione della parola:

Grok means to understand so thoroughly that the observer becomes a part of the observed—to merge, blend, intermarry, lose identity in group experience. It means almost everything that we mean by religion, philosophy, and science—and it means as little to us (because of our Earthling assumptions) as color means to a blind man.

[Grokkare significa capire così profondamente che l’osservatore diventa parte dell’osservato – per unirsi, fondersi, sposarsi, perdere l’identità nell’esperienza collettiva. Significa quasi tutto ciò che noi intendiamo per religione, filosofia e scienza -  ed esso significa a noi meno (a causa delle supposizioni terrestri) che un colore a un cieco.]

Est Sularus Oth Mithas - Di Cavalieri e Cavalleria

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

Il fantasy, in generale e volendo escludere generi moderni tra i quali l'urban fantasy, verte in un tempo pseudo-medievale, che è ormai diventato un elemento fondamentale della letteratura High Fantasy o Heroic Fantasy. Questa particolare caratteristica, ovvero il fatto di vivere una storia in un momento storico ben diverso dal nostro, rende il tutto un po' più avventuroso e particolare. Inoltre, è ottimo per inserire elementi magici e fantastici che stonerebbero in un mondo attuale o fantascientifico (nel quale però si possono inserire facilmente molti elementi strani ed assurdi, come nella Guida Galattica per gli Autostoppisti).

Tuttavia, la presenza di questa epoca storica medievale porta all'ingresso di una caratteristica fondamentale di quel tempo: la cavalleria. Il cavaliere, in particolare nel periodo dall'XI al XIII secolo, era una figura nobiliare che impersonava i valori etici e morali della legalità, dell'onore e della giustizia. Diventare cavaliere, e dunque entrare a far parte di quella cerchia ristretta chiamata cavalleria, non era semplice, e spesso diventava cavaliere solamente un parente di cavaliere. Lasciando, la storia agli storici, che sicuramente meglio di me conoscono questi argomenti, potremmo un attimo fermarci a riflettere su questa caratteristica, che, fortunatamente o sfortunatamente, viene a volte persa in diverse opere fantasy.

I personaggi "Simpatici" dei libri fantasy

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

Tom BombadilNella maggior parte dei libri fantasy, troviamo una figura che si scosta un po' dai classici personaggi che siamo soliti incontrare durante la lettura. Sono personaggi divertenti, simpatici e, a volte, anche saggi. Non vengono inseriti casualmente nella trama, ma spesso ne svolgono un ruolo che si rivela poi importante.

TOM BOMBADIL

« Messere, chi sei? »
« Il più anziano, ecco chi sono. Ricordate, amici, quel che vi dico: Tom era qui prima del fiume e degli alberi; Tom ricorda la prima goccia di pioggia e la prima ghianda. Egli tracciò i sentieri prima della Gente Alta, e vide arrivata la Gente Piccola. Era qui prima dei Re e delle tombe e degli Spettri dei Tumuli. Quando gli Elfi emigrarono a ovest, Tom era già qui, prima che i mari si curvassero; conobbe l'oscurità sotto le stelle quand'era innocua e senza paura: prima che da Fuori giungesse l'Oscuro Signore »

Nel Signore degli Anelli, Frodo, Sam, Merry e Pipino viaggiano attraverso la Vecchia Foresta, ai margini della Contea, quando incontrano un personaggio un po' particolare che li salva da una quercia. Questo personaggio è appunto Tom Bombadil. Questo uomo misterioso vive nella foresta insieme a Baccador, ed è un personaggio alquanto particolare. Riesce a vedere Frodo anche se questo porta l'anello e non ne subisce la malvagia influenza.
E' un personaggio stravagante che viaggia da anni nella foresta canticchiano, ed il Male gli è praticamente sconosciuto. Molte sono le ipotesi riguardo l'entità di questo personaggio, ma nessuno è riuscito a giungere ad una sicura conclusione.

Le Analogie dei libri Fantasy

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

Spesso, leggendo un libro, trovo diverse somiglianze con contenuti di altri volumi. Questo perché, soprattutto nel fantasy, molti autori si rifanno (anche involontariamente) ad altri che li hanno preceduti.

ANELLI, HORCRUX E PUGNALI

«Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.» [Poesia dell'Anello] 

L'elemento principale del Signore degli Anelli è, appunto, l'Unico Anello, che L'Oscuro Signore vuole ritrovare. La caratteristica più terribile di questo anello è la corruzione che esercita sul suo portatore, rendendolo irascibile e sottomettendolo alla volontà del Nemico. Frodo, costretto a portarlo nel viaggio verso Mordor, dopo che il tempo passa vi si lega, e non riesce a gettarlo nel Monte Fato, alla fine.

«Quando il contenitore magico è ancora intatto, il frammento d'anima che conserva può volare dentro e fuori da chi si avvicina troppo all'oggetto. Non dico se lo si tiene in mano troppo a lungo... Parlo di una vicinanza emotiva. Ginny aveva riversato il suo cuore in quel diario e si era resa straordinariamente vulnerabile. Se ci si affeziona troppo a un Horcrux o si dipende da esso, sono guai.» [Hermione]

Elemento simile si trova in Harry Potter, dove il Medaglione di Salazar Serpeverde agisce quasi nel medesimo modo nei confronti di Harry, Hermione e in particolare di Ron. Questo medaglione gli mostra le sue paure e lo corrompe, allontanandolo dai suoi amici fino quasi a tradirli, come se il medaglione avesse una volontà propria. Un altro Horcrux, il diario di Tom Riddle, esercita su Ginny Weasley un controllo sulle sue azioni, come l'Anello agisce sulla volontà di Gollum.

E, a questa lista di oscuri oggetti, si aggiunge anche il Pugnale ritrovato da Mat a Shadar Logoth nel romanzo di Robert Jordan "L'Occhio del Mondo". Qui, Mat diventa scontroso ed il suo comportamento nei confronti dei suoi amici cambia, come corrotto da quell'arma.

"UN GIOCO DI... LORD

Che l'argomento principale delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sia il cosiddetto "gioco del trono" non è un segreto. Una lotta tra nobili che cercano di accaparrarsi il favore del re o di diventare sovrano di Westeros. Colpi bassi, tradimenti, omicidi. Si usano tutti i metodi necessari per arrivare alla vittoria.

«Al gioco del trono, o si vince o si muore.» [Cersei Lannister]

Sono rimasto stupito quando, nella "Grande Caccia" di R.Jordan ho trovato il Gioco delle Casate, o Daes Dae'mar anche nel mondo di questo scrittor, nonostante la portata di questo gioco sia alquanto limitata (una regione, piccola a confronto del continente occidentale del mondo di Martin). In questa città, i nobili cercano di ottenere il trono, cercando alleati e sfidando i rivali. Una specie di piccolo "gioco del trono".

E, in entrambi i giochi, ci sono fazioni, castelli, nobili e lord messi a confronto, gli uni contro gli altri.

A proposito degli Hobbit: le tre razze

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Il Mondo di Tolkien

Gli Hobbit originariamente vivevano nelle valli dell'Anduin e, prima di stabilirsi nell'Eriador e stanziarsi in quella che diventerà la Contea, erano già divisi in tre razze. Queste erano gli Harfoots (Pelopiedi in italiano), gli Stoors (Sturoidi) e i Fallohides (Paloidi).

HARFOOTS

"The Harfoots were browner of skin, smaller, and shorter, and they were beardless and bootless; their hands and feet were neat and nimble; and they preferred highlands and hillsides." [...] “The Harfoots had much to do with Dwarves in ancient times, and long lived in the foothills of the mountains. They moved westward early over Eriador as far as Weathertop while the others were still in Wilderland. They were the most normal and representative variety of Hobbit, and far the most numerous. They were the most inclined to settle in one place, and longest preserved their ancestral habit of living in tunnels and holes.”

"I Pelopiedi erano i più scuri, bassi e minuti; non portavano barba né scarpe; avevano mani e piedi piccoli e agili, e preferivano la montagna alla pianura." [...] "I Pelopiedi erano stati in passato, allorché vivevano ancora sulle falde dei monti, grandi amici dei Nani. Furono i primi a emigrare verso ovest, attraversando l'Eriador per giungere fino al Colle Vento, mentre gli altri erano rimasti nelle Terre Selvagge. Erano la razza più tipica e caratteristica, e di gran lunga la più numerosa. Inclinavano a stabilirsi definitivamente in un posto, e conservarono a lungo l'antico costume di vivere in caverne e gallerie sotterranee."

Feanor, il più possente tra i Noldor

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Il Mondo di Tolkien

 

FeanorCurufinwe (in Quenya "curu"=abile, intelligente e "finwe" è il nome del padre di Feanor), che fu poi chiamato Fëanáro da sua madre, nome trasformato poi nel sindarin "Feanor" (ovvero "spirito di fuoco"), fu il più grande tra i Noldor. Feanor è rinomato tra i Noldor per la costruzione dei Silmaril, i più bei gioielli che mai furono creati da mano elfica, perché al loro interno era racchiusa la luce dei due alberi di Valinor, Telperion e Laurelin, che mai più furono visti dopo la loro distruzione da parte di Ungoliant e Melkor, se non per i loro frutti e fiori che andarono poi a creare il sole e la luna. 

"Feanor fu il più grande dei Noldor in arte e scienza, ma anche il più orgoglioso e ostinato. Egli concepì i Silmaril, i tre gioielli nei quali trasfuse la luce degli alberi della terra dei Valar, Laurelin e Telperion."

Feanor è figlio di Finwe, il primo Re dei Noldor, e Miriel detta "La Ricamatrice", prima moglie di Finwe. Ella infatti decise di morire dopo la nascita di Feanor, poiché era come su questi gli avesse preso gran parte della spirito vitale. Ma, visto che gli elfi non possono morire se non per ferite fisiche o per dolore, lo spirito di Miriel uscì dal corpo e si diresse nelle Aule di Mandos, prima tra gli Eldar a raggiungerle. Seconda moglie di Finwe fu Indis, della stirpe dei Vanyar, e dalla loro unione nacquero due figli, Fingolfin e Finarfin, e due figlie, Findis e Irimë. Fingolfin e Finarfin divennero poi potenti tra i Noldor. Figli di Feanor erano Maedhros l'alto, Maglor il cantore, Celegorm il chiaro, Caranthir lo scuro, Curufin il destro, e i gemelli Amrod ed Amras.

Feanor minaccia Fingolfin

E poco prima Feanor aveva rifiutato di donare ai Valar i Silmaril, su richiesta di Yavanna, così che avrebbero potuto guarire gli alberi. Il legame tra Feanor e i Silmaril era così forte che portò al Giuramento di Feanor e alle pene dei Noldor nel Beleriand. Infatti, quando Feanor raggiunse la maturità, Melkor finì il suo periodo di esilio, ed iniziò a spargere la malvagità tra gli elfi. Convinse quindi Feanor che il suo fratellastro Fingolfin avesse un segreto interesse per i Silmaril e che se ne volesse impossessare. L'ira di Feanor crebbe fino a quando minacciò Fingolfin con una spada davanti al padre. Per questo fu poi esiliato a Formenos, dove portò il suo tesoro e i Silmaril. Suo padre Finwe, per amore paterno, si trasferì anch'esso a Formenos, e lasciò la reggenza dei Noldor a Fingolfin. Più tardi Feanor venne invitato ad una festa per riconciliarsi con Fingolfin, ma durante i festeggiamenti un messaggero da Formenos annunciava la morte di Finwe da parte di Melkor e il furto dei gioielli.