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Arthur C. Clarke - Le guide del tramonto

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Copertina de "Le Guide del Tramonto"Arthur C. Clarke è comparso nuovamente su Urania Collezione nel Luglio del 2016; nella stessa collana erano stati pubblicati "Polvere di Luna" e "Le Sabbie di Marte". Scritto nel 1953, "Le Guide del Tramonto" appare con il titolo "Childhood's End" (La Fine dell'Infanzia).

Protagonista di questa vicenda è la comparsa di una razza aliena, le cui astronavi 'parcheggiano' silenziose sulle capitali della terra, senza far altro che dare ordini e modificare l'assetto politico terrestre. Nessuno li ha mai visti, né nessun alieno è mai sceso effettivamente sulla Terra, ma la loro guida porta la civiltà umana a una nuovo pace e a prepararsi all'unificazione sotto una solo Federazione Terrestre. E anche quando si mostreranno, nessuno ancora saprà realmente chi siano i Superni (come vengono chiamati) e quale sia il loro vero scopo.

La prima parte del romanzo è affascinante. Risuona nuovamente il tema delle civiltà spaziali che verrà esplorato anche in "Incontro con Rama"; il mistero dei Superni è il motore della storia e il vero motivo d'interesse da parte del lettore. I Superni sono una razza intelligentissima, superiore agli umani sia sul piano intellettivo che puramente biologico; sono una sorta di "razza perfetta" che però, sospetta qualcuno, potrebbero seguire gli ordini di qualcuno ancora al di sopra. Su questa linea Clarke proporrà un finale metafisico, o comunque meno verosimile/scientifico di quanto ci si potrebbe aspettare.

"Nessuna mente intelligente si dispiace dell'inevitabile"

La lettura è assolutamente gradevole e offre spunti interessanti, come la visione di una Terra in pace che pensa solo a divertirsi mentre le macchine compiono tutti i lavori pesanti e il sogno (forse una necessità) di un evoluzione ulteriore dell'intera civiltà umana prima che questa possa compiere nuovi balzi nell'esplorazione dell'universo.

Apre "Storie Incredibili!": un racconto alla settimana di fantascienza italiana

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Novità e Articoli

E' cominciato da qualche giorno un nuovo progetto nel campo della fantascienza: "Storie Incredibili!". Si tratta principalmente di un sito (www.storieincredibili.it) che si occuperà di pubblicare, una volta a settimana, un racconto di fantascienza di un autore italiano. Chiunque può inviare il proprio racconto attraverso il sito stesso, e la redazione sceglierà di settimana in settimana il più meritevole per la pubblicazione. Altra condizione è che il racconto sia di fantascienza e di lunghezza inferiore agli 8500 caratteri (spazi inclusi). E' possibile trovare altre informazioni direttamente sul sito.

Cos'è Storie Incredibili?

Direttive per l'invio dei racconti

Costruire la propria evoluzione: "Microcosmic god" di Theodore Sturgeon

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

Ho avuto modo di incontrare Microcosmic God di Theodore Sturgeon all'interno dell'antologia "The Science Fiction Hall of Fame Volume One", la stessa in cui ho letto il racconto Twilight di Campbell. Microcosmic God è un racconto di 24 pagine e, come gli altri testi del volume, merita pienamente la sua inclusione nella raccolta.

Il tema a cui Sturgeon vuole porci davanti è quello della possibile 'limitatezza' dell'intelligenza umana: uno scienziato incredibilmente geniale e produttivo si ritrova a non essere abbastanza sviluppato per progettare qualcosa di ancora più innovativo a causa della sua condizione umana. Il suo cervello e le sue capacità sono, insomma, troppo limitate.

Questo è un tema caro, anche se non particolarmente, agli scrittori di fantascienza, che però preferiscono spesso affidare il compito di successore dell'uomo a un calcolatore. Questa è anche, a mio parere, l'ipotesi più realistica; in un mondo dove il cervello umano è troppo lento solo un computer (o robot) può superarlo per efficienza.

E' possibile che Sturgeon vivesse in un'epoca ancora arretrata dal punto di vista informatico (la prima edizione del racconto risale al 1941) o che non credesse nel valore innovativo dei computer; è anche possibile che semplicemente gli fosse venuta l'idea che poi racconta in "Microcosmic God" e che abbia deciso di svilupparla.

La morte dell'umanità: "Twilight" (Crepuscolo) di John W. Campbell

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti


"Twilight" ("Crepuscolo" o "Sette milioni di anni") di John W. Campbell è un racconto di circa 18 pagine che io sono riuscito a leggere grazie alla sua presenza nella raccolta "The Science Fiction Hall of Fame - Volume One", un'antologia in inglese delle migliori storie di fantascienza secondo l'associazione americana degli scrittori di sci-fi.

La trama è molto semplice (così come dovrebbe essere quella di un racconto): un uomo racconta dell'incontro con uno strano uomo differente da quelli del tempo, il quale sostiene di essere venuto dal futuro, precisamente da sette milioni di anni dopo. Egli, però, non era un abitante di quel mondo futuro; proveniente da pochi secoli dopo, lo sconosciuto aveva viaggiato nel futuro, e durante il viaggio di ritorno aveva sbagliato qualche calcolo giungendo nell'epoca del personaggio iniziale.
Lo scritto di Campbell è, in pratica, il racconto di quest'uomo del futuro. Com'è cambiata l'umanità in sette milioni di anni? Penso sia necessario leggere il racconto per poter davvero apprezzare ciò che l'autore vuole mostrarci; chiunque voglia leggere il racconto indipendentemente dal mio commento, non vada oltre.

J. G. Ballard - Il condominio

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

La sinossi sul retro del libro è già abbastanza esplicativa riguardo al suo contenuto, anche se non penso rovini eccessivamente l'esperienza della lettura del romanzo. Per semplicità la riporterò qua di seguito:

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia. "Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza."

Robert A. Heinlein - Universo

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Credo che chiunque voglia avvinarsi a "Universo" di Heinlein lo possa fare a cuorleggero, in particolare se ha già avuto a che fare con questo autore. Per uno che non ha letto altro, Heinlein può sembrare un autore come un altro, e piuttosto famoso, ma personalmente trovavo che egli fosse sinonimo di pesantezza, in certe occasioni positiva ma in altre contraria. Un buon esempio può essere "Straniero in terra straniera", un mattone di diverse centinaia di pagine che si sviluppa per lo più su dialoghi statici tra il protagonista e gli altri personaggi (lo considero in ogni caso un romanzo incredibile); un altro suo libro con cui ho avuto a che fare è "A noi vivi", che purtroppo non sono neppure riuscito a finire tanto era lungo la descrizione della realtà parallela.
Dicevo, quindi, che nel caso di "Universo" si ha la tendenza opposto. Ovvero, la narrazione risulta molto dinamica, leggera, rimanendo sui toni delicati del racconto di fantascienza.

Al contrario di quanto accadde coi libri di Asimov, la Mondadori per questo romanzo ha scelto una copertina che ha una seppur minima relazione con il romanzo, anche se con la traduzione del titolo non si sono dati molto da fare (l'originale era Orphans of the Sky, decisamente più azzeccato). La vicenda è appunto ambientata in una Nave che viaggia nello spazio, inviata molto tempo prima dai terrestri per poter trovare un pianeta da colonizzare. Ma questo i suoi abitanti non lo sanno. L'Equipaggio, come essi chiamano sé stessi, vive infatti in un delicato equilibrio all'interno della Nave, che credono essere l'unico universo possibile; la vita all'interno è una vita dura e difficile, che per lo più è regredita rispetto all'epoca odierna.
L'Equipaggio vive nei "piani bassi" della Nave, ovvero quelli a gravità maggiore; i piani alti, invece, sono occupati dai mutanti, esseri sfuggiti al controllo mal visti dalla popolazione. E' proprio con i mutanti che il protagonista, Hugh Hoyland, verrà in contatto, ed è tramite essi che potrà avventurarsi nei piani superiori del non-peso.

H. P. Lovecraft - Le montagne della follia

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Romanzi

Non sapevo e non so quasi nulla di chi sia e cosa facesse H.P. Lovecraft, ma il suo nome non può di certo passare inosservato tra gli amanti della letturatura fantastica né per chi in qualche modo ha contatti col mondo dei giochi di ruolo. In questi ultimi il nome di Chtulu risuona incessantemente sulle copertine dei manuali, e non può in qualche modo richiamare una certa curiosità. Lovecraft è conosciuto, se non rinomato, per i suoi racconti dell'orrore, ma oltre a questa eco non avevo mai avuto modo di ritrovarmi tra le mani uno dei suoi scritti.

"Le montagne della follia" non è un vero proprio romanzo, e a leggerlo si ha più la parvenza si tratti di una sorta di racconto lungo, più incentrato su una scena singola che su una lunga costruzione narrativa. Di fatto, la prima parte sembra una vera e propria descrizione atta a preparare la scena finale, un lento avviarsi verso ciò che dà il nome e il tema al romanzo stesso.
Protagonista del libro è un geologo che partecipa a una spedizione di ricerca tra i ghiacci dell'Antartide. La narrazione di Lovecraft è precisa e rigorosa, non sarebbe difficile credere che fosse proprio un geologo l'autore del romanzo. Le rocce sono descritte nei dettagli, l'analisi scentifica è curata e approfondita, i termini sono ricercati: la precisione di linguaggio avvicina la storia più che mai al verosimile, per poi sbizzarrirsi nel racconto di genere in un momento successivo.

L'elemento caratterizzante della storia e della narrazione è quello del mistero, che a parer mio in questo romanzo non sfocia mai nel tanto citato orrore. Tra le montagne antartiche gli scienziati troveranno infatti resti di antiche civiltà, forse più antiche dell'uomo stesso, i cui segreti sono tutt'altro che rivelati.
Non è possibile dire di più a chi non abbia ancora letto il libro senza la paura di rivelare qualcosa di troppo; in ogni caso la struttura è molto articolata per riuscire davvero a anticipare ciò a cui si andrà incontro.

Italo Calvino - Le Cosmicomiche

Scritto da Paolo Casarini on . Postato in Racconti

Il suo nome è Qfwfq, e altro non si sa. O meglio, quel poco che si sa lo si può imparare leggendo gli incredibile racconti delle "Cosmicomiche", una raccolta che Calvino pubblica nel 1965 e che non si può certo dire invecchiata. Raro è anche imbattersi in una serie di racconti del genere, sicuramente più fantastici che fantascientifici, ma ad ogni modo strettamente legati a fatti scientifici; all'inizio di ogni racconto, infatti, è inserita una piccola descrizione di un qualche fenomeno fisico, caratteristica o carattere dell'universo, come il progressivo allontanamento della Luna dalla Terra e la scomparsa dei dinosauri. Il protagonista stesso sembra essere preso in causa proprio per confermare quello che la scienza ci insegna, affermando di essere stato là in quel momento e rafforzando la sua tesi con ciò che gli avvenne a quel tempo.

Ma non bisogna certo credere che Calvino volesse con questa raccolta affermare teorie scientifiche, perchè questo certo non appare durante la lettura; al contrario, è l'elemento puramente narrativo che caratterizza l'opera e le dona l'eleganza che possiede. La narrazione è semplice, quasi infantile, ma non sfocia mai nella banalità e nella ripetizione, tenendo invece il lettore a metà tra la realtà e la finzione, tra la scienza e il racconto. Le Cosmicomiche è, di fatto, un libro elegante, in cui il lettore può immergersi in spazi infiniti, giochi senza fine e tempi illimitati, inimmaginabili per noi esseri umani, termini ultimi della storia dell'Universo.